A Cairo una conferenza sulla battaglia vinta da Nelson nel golfo di Noli

Nel marzo del 1795 si affrontano nel mare antistante la nostra costa le due marine più potenti di allora. La flotta rivoluzionaria francese del Mediterraneo, salpata da Tolone carica di truppe di fanteria per riconquistare la Corsica, è sorpresa in acqua e obbligata a combattere nel mar Ligure l’agguerrita flotta inglese. Una strana battaglia navale, ricca di errori di manovra, inseguimenti, pagine di grande eroismo, tanti morti e tanti feriti, che dura quattro giorni ed avrà il suo epilogo davanti a capo Noli.È la prima grande vittoria di Horatio Nelson che, proprio grazie al coraggio e bravura dimostrata in questo scontro, riceve in premio il comando di una piccola squadra navale stanziata nel porto di Vado. Il primo importante successo di una carriera rapida e travolgente. Horatio Nelson sul mare e Napoleone, a pochi chilometri, sui monti che cingono la Riviera.

La conferenza-seminario di Alessandro Garulla, intitolata Bonaparte tra Nelson e Montenotte: la battaglia di capo Noli, è inserita nell’ambito del progetto Ab origine 2017, organizzato dall’Istituto Secondario Superiore di Cairo Montenotte in collaborazione con la Società Savonese di Storia Patria e l’Istituto Internazionale Studi Liguri – Sezione Valbormida e con il patrocinio del Comune di Cairo Montenotte. L’incontro si svolgerà venerdì 17 marzo, con inizio alle 14.30, nell’Aula Multimediale dell’Istituto Secondario Superiore di Cairo Montenotte, in Via Allende 2. L’iniziativa è aperta a tutti.
Così scrive la Soprintendenza:
I materiali rinvenuti al largo di Noli sono costituiti da cannoni di produzione francese databili tra XVIII-XIX secolo, molte parti di rari fucili militari in uso agli equipaggi di bordo della marina rivoluzionaria francese e recipienti metallici compatibili con oggetti analoghi in uso nelle marine coeve. Abbastanza per ipotizzare si tratti del sito della famosa battaglia navale di Capo Noli del marzo 1795. L’episodio bellico si inserisce all’inizio del ventennio napoleonico, combattuto nelle fasi iniziali proprio in Liguria e nel Mar Ligure durante il periodo delle guerre di espansione della Rivoluzione Francese. La dichiarazione di guerra della neonata Repubblica all’Inghilterra e all’Olanda del 1 febbraio 1793 segue di pochi giorni la condanna alla ghigliottina di Luigi XVI, e proprio in occasione dello scoppio delle ostilità viene richiamato in servizio attivo, dopo cinque anni di inattività, il capitano Horatio Nelson al comando dell’ HMS Agamemnon, un vascello da 64 cannoni datato ma molto veloce e manovriero.

La flotta Inglese entra nel Mediterraneo nel giugno del 1793, partecipa alla resistenza realista a Tolone con la parziale distruzione della flotta francese di stanza nell’arsenale militare e occupa la Corsica, controllando cosi il Mar Ligure ed impedendo di fatto i traffici e rifornimenti che dalla neutrale Genova salpano per la Francia, affamata ed assediata da tutte le monarchie europee. L’obiettivo inglese è quello di stabilire un grosso contingente della Royal Navy nel Porto di Vado, congiungersi con l’armata imperiale austriaca in arrivo al fronte da terra e garantire così agli alleati la necessaria copertura marittima sulla costa ligure di Ponente a sostegno dell’azione bellica terrestre. Tutto questo succederà realmente nel luglio 1795 e sarà proprio il Capitano Nelson al comando della flotta designata a stabilirsi nella “Vado Bay” e supportare per mare gli alleati ottenendo per i sui successi la promozione a commodoro; ma il primo e unico importante scontro navale in questa fase della guerra fu però la battaglia la Battaglia di Capo Noli.
All’inizio del marzo 1795 i Francesi riescono frettolosamente a riorganizzare la flotta mediterranea, composta per lo più da equipaggi di volontari e coscritti, inadeguati a fronteggiare gli Inglesi dotati della migliore marina dell’epoca. Guidati da un Ammiraglio giovane ed inesperto, ma ben conscio dei propri limiti, salpano da Tolone in direzione della Corsica, forti di un’armata composta da 15 vascelli, 7 fregate e 15 corvette, cariche di truppe di fanteria con la missione di riconquistare l’isola ed eliminare così il predominio marittimo inglese nel Mar Ligure .
Gli Inglesi, ormeggiati a Livorno, vengono raggiunti dalla notizia solo l’8 marzo e il giorno successivo levano le ancore incontro al nemico con una flotta composta da 14 vascelli, 6 fregate, 2 corvette e 2 cutter. Il 12 marzo, dopo quattro giorni di caccia gli Inglesi sono in vista della flotta avversaria, ma devono attendere il giorno successivo per raggiungere il nemico ed ingaggiare battaglia. L’avanguardia inglese, composta dalla fregata Incostant e dall’Agamemnon di Nelson, riesce ad incrociare il vascello da 80 cannoni Ça Ira, rimasta attardata perché nella notte aveva disalberato urtando maldestramente la gemella Victoire. Le due navi inglesi si avvicendano facendo fuoco sul vascello francese in difficoltà, che si difende con grande coraggio fino al sopraggiungere dell’intera flotta francese. Il 14 marzo durante la notte anche l’ammiraglia Sans-Culottes (l’unica a tre ponti della flotta francese) si separa dalla flotta per difficoltà nel governo, inseguita da due vascelli nemici, il 16 marzo riesce a riparare nel porto di Genova.
Il resto della flotta francese rallentato dalla bonaccia veleggiava nel frattempo a 21 miglia a SO di Genova, mentre la Ça Ira, rimorchiata dalla Censeur per i danni subiti nello scontro del giorno precedente, si trovava più distanziata a Ovest. Queste due unità furono quindi bersaglio facile per gli Inglesi, che portano l’attacco prima con la Captain e la Bedford, costrette a ritirarsi dopo aver subito molti danni, e successivamente con la Illustrius e la Corageux, mentre la flotta francese si scomponeva non riuscendo a difendere i due vascelli in pericolo; solo 4 unità della flotta francese, che tenevano Capo Noli O-SO, riuscirono tardivamente a portare soccorso, disalberando i due vascelli inglesi che riescono comunque a mettersi in salvo.
Lo scontro navale viene ricordato come una violenta battaglia anche dalle testimonianze oculari degli spettatori rivieraschi: raffiche di cannonate che rimbombano per ore e oscurano il cielo; mai si era assistito ad una battaglia così impressionante per la potenza di fuoco di cui erano capaci le moderne unità delle marine europee, i grandi vascelli di linea con equipaggi che potevano superare le 800 persone ed essere armate con più di cento cannoni. 
Dopo circa 5 ore di furioso combattimento la flotta francese si allontana abbandonando le proprie unità: il 74 cannoni Censeur gravemente danneggiato viene dato alle fiamme dagli Inglesi, mentre l’80 cannoni Ça Ira, ormai ridotta ad un pontone con 3 metri d’acqua nella stiva e con la perdita di buona parte dell’equipaggio (rimangono uccisi ben 600 uomini) viene catturata.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…