A Caprauna la rapa è regina 

La rapa di caprauna, presidio Slow Food, sarà protagonista domenica 15 a Caprauna, Piemonte che si affaccia alla Liguria, con una festa suggestiva e golosa. In piazza, per tutto il giorno, mercatino dell’artigianato e dei prodotti locali, dalle 12,30 aperitivo in piazza e dalle 13 pranzo nel salone delle feste a menù fisso con prenotazione obbligatoria al numero 0174 391814. Nel pomeriggio gran castagnata.Caprauna si trova in Alta Val Tanaro, a circa 900 metri di altitudine, a cavallo tra Piemonte e Liguria. La sua storia riflette la posizione geografica: il feudo di Caprauna e Alto, infatti, fin dall’XI secolo, fu conteso tra signori liguri – Del Vasto prima, Del Carretto e Ceppolini poi – e piemontesi. Il territorio del comune è caratterizzato dalla presenza di numerose opere di architettura rurale (ponti, lavatoi, piloni, piccoli rifugi) e da un’incredibile estensione di antichi terrazzamenti. Retti da muretti di pietra a secco, si incontrano anche ad un’altitudine considerevole (più di 1200 metri) e, nei secoli scorsi, rendevano possibile la coltivazione ad alta quota di grano, orzo, segale e avena. Un tempo i contadini coltivavano le rape sugli stessi terreni seminati in precedenza a grano. L’altitudine e le condizioni climatiche mai troppo calde e aride contribuivano a determinare una crescita ottimale e un sapore particolarmente delicato. La semina delle rape avveniva alla fine dell’estate in terreni profondi, ricchi di calcio e concimati con letame, e dava i suoi frutti per tutto il periodo invernale. Le rape di Caprauna sono grandi, dolcissime, particolarmente quelle a pasta più gialla.

Le ricette che prevedono l’impiego di questa particolare rapa di montagna sono innumerevoli ed entrano, anche oggi, nei menù delle trattorie della valle. Semplicemente gratinate al forno sono un ottimo contorno per piatti di carne, ma possono anche diventare ingredienti di sformati, da servire con la bagna caoda. Un abbinamento tipico è con la salsiccia e con uno speciale tipo di pasta fresca, gli s-ciancui, nel cui condimento entrano anche altri ingredienti della cucina alpina, come le noci e i funghi.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…