A Genova Che Festival, musica, brindisi e solidarietà con Music for Peace

Sino a domenica 12 giugno dalle 14 a mezzanotte, nell’Area elicoidale di via Balleydier, torna la sesta edizione di Che Festival: la kermesse, realizzata dai volontari da Music for Peace, che coniuga divertimento e solidarietà. Sui 3 palchi allestiti per la festa si succederanno, musica, cabaret e momenti di riflessione, oltre allo sport e ai laboratori per bambini e ragazzi. Il percorso all’interno del piazzale sarà caratterizzato da mostre fotografiche e video documentari, per ricordare il senso di questo incontro: sui monitor dei palchi verranno proiettate le immagini delle missioni umanitarie svolte nel corso degli anni dall’associazione. Inoltre stand gastronomici con specialità multietniche e genovesi, oltre ad artisti creativi.A calcare la nuova scenografia, tra gli altri, ci saranno artisti come Cisco, lunedì 6 giugno, insieme a Folk & Beans e Kalamu. Mercoledì 8 giugno salgono sul palco Andy Mito & The Groove makers, Zibba e Almalibre, Omar Pedrini e Double Trouble. Maz Vilander & Makadam Zena, Bobby Soul & Blind Bonobos, e The Uppertones sono protagonisti giovedì 9 giugno. Mentre venerdì 10 giugno sarà la volta di Vito e le Orchestre, Sonagli di Tagatam, e L’Orage.

Sul palco Solidarbus va in scena la comicità con 50 artisti che animeranno 5 delle 12 serate della rassegna. Si inizia mercoledì 1 giugno con Antonio Ornano, Daniele Raco, Andrea Di Marco, Gianluca Impastato, Enzo Paci, I Beoni e i Soggetti Smarriti; domenica 5 giugno Kotiomkin e Quelli dopo (Zelig Verona); martedì 7 giugno da Zelig e Colorado; Claudio Batta, Stefano Chiodaroli, Didi Mazzilli, Enzo Polidoro, Giorgio Verduci, Fabio Di Dario, Stefano Vogogna, Andrea Possa e il Mago Gentile.

Debora Villa, Andrea Bottesini, Alessandro Bianchi, Fabrizio Casalino, Enrique Balbontin, Francesco Rizzuto, Gianpiero Perone, Henry Zaffa, Riky Bokor e Andrea Ceccon faranno ridere il pubblico giovedì 9 giugno. La chiusura è tutta di Daniele Raco, domenica 12 giugno, con Acab – All Comedians are Bastards.

I dibattiti. Vauro, insieme a Riccardo Nuoury e Donatella Alfonso, domenica 5 giugno, parlano di migranti con Siamo venuti dal mare per non trovare muri. Tutto quello che avreste voluto sapere sulla cannabis (ma non vi hanno raccontato) sarà l’argomento al centro del dibattito di Giuseppe Civati e del professore Luciano Carlini. Sempre domenica 5 giugno alle 19.30, Susanna Camusso segretaria generale della Cgil, presenta la Carta dei Diritti Universali del Lavoro. Martedì 7 giugno alle 18 spazio ai diritti civili con Auguri e figli trans con Vladimir Luxuria e Domenico Chionetti.

Il 9 giugno Genova per i Diritti, Genova per il Lavoro, incontro con Maurizio Landini e Sergio Cofferati.

Per i più piccoli e i ragazzi, tutti i pomeriggi dalle 14 alle 17, saranno organizzati diversi laboratori: dal riciclo alla musica fino alla biodiversità, e poi spazio alla sport, con varie attività da provare.

Per accedere al Festival? Non serve un biglietto in denaro, ma generi alimentari di prima necessità (medicinali, alimenti non deperibili, materiale didattico), «perché il nostro obiettivo – spiega Stefano Rebora, direttore artistico della kermesse – non è solo offrire occasioni di svago e divertimento, ma sensibilizzare le persone alla solidarietà, coinvolgendoli attivamente nei nostri progetti di aiuto». Quanto raccolto durante le serate della manifestazione, infatti, servirà per aiutare le famiglie sul territorio e all’estero durante le missioni umanitarie. I volontari di Music for peace a fine giugno partiranno alla volta di Gaza per portare una parte dei generi raccolti, mentre tra fine novembre e dicembre raggiungeranno il Kurdistan Iracheno, per aiutare altre persone in difficoltà.

Inoltre ogni artista si esibisce gratuitamente «senza neanche il rimborso spese – ci tiene a sottolineare Rebora, che insieme ai volontari dell’associazione mette anima e corpo per trasmettere un messaggio dal valore sociale – l’unica cosa che offriamo sono bere, mangiare e ospitalità, perché a costo zero. Gli artisti decidono di partecipare al Festival perché vogliono esserci».

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…