A Genova tra funicolari e ascensori

Domenica 30 aprile alle 10 trekking urbano a Genova da titolo A spasso per…Punti di vista e di partenza: Ascensore di Castelletto, funicolare Zecca-Righi, Santuario della Madonnetta. Appuntamento alle 10 in Piazza Portello. Durata 3 ore. Prezzo della visita euro 12, prezzo speciale riservato ai soci Coop o abbonamento AMT euro 10, bambini euro 6 + 2 euro da devolvere al progetto della chiesa. Da portare biglietti AMT.

Genova è una città che può essere ammirata da diversi punti di vista: dal basso, tra la miriade di vicoli che ne caratterizzano il tessuto urbano del centro storico, oppure dall’alto, osservando gli innumerevoli punti panoramici posti lungo l’anfiteatro collinare che la circonda. La necessità di collegamenti meno impegnativi rispetto ai percorsi in salita, tra le strette mattonate, ha fatto sì che nel corso dei decenni, a partire dalla fine dell’800, si realizzassero importanti sistemi di risalita, come ascensori, funicolari e cremagliere. La peculiarità dei sistemi di trasporto della città di Genova ci offre un curioso modo per visitare la città e i suoi tesori, come la chiesa della Madonnetta. Partenza del percorso da piazza Portello dalla quale si prenderà l’ascensore liberty di Castelletto per salire a Spianata e ammirare Genova da questo punto di vista panoramico particolare che ci darà la possibilità di affrontare la storia della zona di castelletto. Si discenderà verso piazza della Meridiana attraverso la sottostante creuza, per poi dirigersi verso la funicolare Zecca-Righi, con discesa Madonnetta. Il Santuario della Madonnetta che prende il suo nome da una statuetta della Vergine col bambino in alabastro di XVII secolo, dono della nobildonna Isabella Moneglia moglie del senatore Paride Salvago, ha numerose attrattive tra cui sicuramente la più importante è il presepe monumentale che raccoglie un centinaio di statue lignee in costume dell’epoca (XVII-XVIII secolo) prodotte a Genova da grandi artisti e artigiani anonimi. Il percorso si concluderà al punto panoramico del Righi

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…