A Imperia un museo tutto da ridere

Un museo dedicato ai pagliacci poteva nascere solo in Liguria, regione mugugnona ma con una lunga tradizione di umorismo ironico (da Govi a Crozza passando per Ricci e Grillo, solo per citare alcuni giganti della risata). E infatti non a caso il Museo del clown è attivo a Imperia, a Villa Grock, dal nome del grande clown che ad Imperia visse.

Adrien Wettach, nato a Reconvilier, (Svizzera), il 10 gennaio del 1880, consacrato “Re dei clown” all’Olympia di Parigi nel 1919, fu una vera e propria star internazionale dall’inizio del novecento fino al suo addio alle scene nel 1954. Artista straordinario: giocoliere, equilibrista, acrobata, in grado di suonare un gran numero di strumenti musicali, ammaliò il pubblico di tutto il mondo trasformando il suo rotondo nome darte, Grock appunto, in autentica leggenda.

Conobbe Imperia per caso, facendo visita ai suoceri in villeggiatura nel 1920, e ne rimase così colpito da acquistare una casa con terreno, inizialmente destinata alle vacanze. Proprio in quel luogo venne costruita la villa che ancora oggi domina la collina di Oneglia e che divenne residenza stabile del clown fino al 1959, anno della sua morte. La Villa (parco e museo) è aperta il lunedì e il mercoledìdalle 14.30 alle 17.30 e viene aperta su prenotazione esclusivamente per gruppi con un numero minimo di 10 partecipanti. (per prenotazioni tel. 0183-704211 0183-704619). http://www.museodelclown.it/it

 Definita “Circo di pietra” per i numerosi richiami al mondo circense che si possono individuare in tanti dettagli architettonici (lampioni, colonne, decori, balaustre, dislivelli, affreschi …), influenzata dallo stile Liberty ma contagiata innegabilmente anche dal gusto di artisti contemporanei a Grock come ad esempio Dalì, Picasso e Gaudì, la villa potrebbe essere individuata anche da uno stile così detto “Eclettico orientale”. Nella Villa restaurata, è stato allestito un percorso, immersivo e magico dedicato ai professionisti del circo e, in particolare, all’arte dei clown. Infatti, il percorso si snoda come un viaggio nella creatività attraverso la levità del gesto e dell’espressione, della battuta insolente, del riferimento elegante alla musica, della corrosività sociale propria del clown. 

Il completo recupero del giardino, sia dal punto di vista della flora che per il consolidamento delle strutture, consente oggi di ritrovare l’atmosfera pensata dallo stesso Adrien Wettach, del quale si racconta una grande passione per le piante. Nell’insieme il parco riflette il patrimonio vegetale tipico dei giardini storici della Riviera. I camminamenti ben delimitati invitano alle passeggiate, mentre tutto intorno le colonne a fuso, gli archi arditi, le decorazioni assolutamente uniche, le fontane ed il laghetto col suo ponticello di ispirazione orientale, costituiscono il completamento di una scenografia suggestiva e fiabesca. Fu lo stesso Grock a guidare il progetto firmato dal tecnico Armando Brignole, non sorprenda pertanto l’originalità di questa villa difficilmente definibile.  

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…