A Mignanego la Chiesa batte lo Stato 3-2 

Un’indiana che para praticamente tutto, una peruviana che fa gol da ogni posizione e l l’allenatore dello Stato, il leghista mister Francesco Bruzzone deve rassegnarsi: a distanza di cinque anni dalla prima sfida, i religiosi castigano nuovamente i politici sul campo di calcio anormale in scena a Mignanego. Si gioca 4 contro 4 con 2 uomini e 2 donne per parte, una sempre fissa in porta. Possono segnare soltanto le ragazze mentre i ragazzi hanno l’opportunità di fare gol esclusivamente di testa. A quelle bizzarre regole, sacerdoti e suore si adattano senza problemi. Dopo il silenzio e la riflessione iniziale per le popolazioni terremotate, fischio d’inizio e battaglia anormale. Il fisico massiccio di don Rusca governa la difesa e le suore venute da lontano trafiggono le sindachesse. A emergere sono le prove di suor Josephine e suor Celia rispettivamente originarie delle Filippine e del Perù, la prima a causa della grinta eccessiva rimedia un’ammonizione e la seconda mette a segno il gol decisivo. La solida suor Alessandra dal Kerala chiude la saracinesca. 

Non bastano i piedi di velluto dell’onorevole Luca Pastorino o le parate del sindaco di Mignanego, Maria Grazia Grondona. Finisce 3-2 per i religiosi con le firme di don Bernagozzi e proprio suor Celia. A poco servono i momentanei pareggi di Alessandro Fornoni da Mignanego e Manuela Bisio da Savignone: “Troppi comunisti in campo” dirà alla fine mister Bruzzone. Ma ancora una volta, politici sconfitti.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…