A Monte Carlo torna la “Notte dei lunghi coltelli”

Giovedì 21 gennaio ritorna il Rally di Monte Carlo, uno degli appuntamenti motoristici più apprezzati e seguiti al mondo. Il fascino del Principato si mischia in maniera spettacolare con l’abilità dei piloti, la potenza dei motori (come non ricordare la mitica Lancia Fulvia HF di Munari e Mannucci? O la Stratos degli Anni ’70 e via via sino ad oggi) in un avvenimento che ha pochi eguali. La sua è una storia gloriosa, che si perde agli albori della rivoluzione portata dal motore a scoppio.

Fu voluto nel 1911 dal Principe Alberto I e dalla sua nascita è un importante test per ogni vettura che si voglia cimentare in condizioni particolarmente avverse e vincere questo rally da notevole popolarità alla vettura, dato che si può considerare il più importante rally del mondo a livello di notorietà. Dal 1973, anno di istituzione del Rally Championship, è la prima gara dell’anno e viene disputata in gennaio, motivo per cui non è difficile trovare avverse condizioni meteo.

Dal 1991 i concorrenti hanno la possibilità di scegliere il punto di partenza da 5 luoghi diversi equidistanti da Monaco. È un rally che presenta una grande varietà di condizioni, come l’asfalto asciutto, bagnato, ghiaccio, neve fresca e spesso tutte queste condizioni sono presenti anche in un’unica tappa. Naturalmente, tutto ciò va ad incidere sulla scelta degli pneumatici e del settaggio della vettura, ogni pilota infatti decide per sé scegliendo le variazioni che più ritiene giuste per affrontare la macchina. Da questo punto di vista, si distingueva il finlandese Tommi Makinen, vincitore di questo rally per quattro volte e che, ogni volta, stupiva tutti per le scelte (vincenti) degli pneumatici da utilizzare. Lo stage più importante parte da La Bollène-Vésubie per concludersi a Sospel, passando per una stretta strada di montagna tutta tornanti. Di qui, si passa sul Col de Turini, che normalmente è ghiacciato o innevato in questa fase dell’anno. Fino a pochi anni fa, la speciale di Turini veniva anche corsa in notturna, nella “Notte di Turini”, detta anche “Notte dei Lunghi Coltelli” a causa dei potenti fasci di luce emessi dalle vetture in passaggio nella notte.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…