A Savona si parla di architettura romanica

Un pomeriggio dedicato interamente all’architettura romanica savonese studiata e divulgata da colui che meglio la conosce, avendovi dedicato i suoi primi studi oltre quaranta anni or sono; nel corso di una approfondita conferenza-seminario, Marco Ricchebono descriverà venerdì 10 alle 17, nel salone di Storia Patria in via Pia 14/4, le principali testimonianze rimaste nei dintorni di Savona. La lettura degli edifici romanici dell’area savonese deve, purtroppo, necessariamente rivolgersi a frammenti murari sparsi sul territorio, e per di più relativi a costruzioni modeste; organismi edilizi semplici ed essenziali, perché le chiese urbane maggiori sono tutte da tempo, per eventi vari e non sempre traumatici, irrimediabilmente scomparse. Così è per la cattedrale di Santa Maria sul colle del Priamàr, per San Pietro al Brandale, per Santa Maria Maddalena presso la platea mercati, per Sant’Andrea alla Scaria superiore, per San Giorgio sull’omonimo promontorio a sud dell’insenatura portuale, delle quali tutte può ragionevolmente presumersi una fase romanica di cui nulla, ovviamente, si può oggi supporre. A questo elenco possono aggiungersi le chiese poste nei borghi suburbani, rispettivamente, di Legino (Sant’Ambrogio) e di Lavagnola (San Dalmazio), delle quali gli scarsi resti frammentari esistenti, per la prima all’interno del campanile settecentesco e per la seconda nel sottotetto della navata, vanno riferite a fasi costruttive tardoromaniche.
È invece nel contado circostante la città murata che ancora rimangono le tracce di quel passaggio storico, determinante per la civiltà europea, che vide, parallelamente alla rinascita della vita urbana e dei commerci, l’esplodere dell’attività edilizia ecclesiastica nelle forme architettoniche del “protoromanico lombardo”.
Non è privo di significato il fatto che questi piccoli edifici, testimonianza di una frequentazione e di un evidentemente intenso utilizzo agricolo del suolo che oggi appare quasi inspiegabile, si localizzano in quella ampia fascia di territorio posta, poco all’interno della linea di costa, inframmezzata tra i due poli urbani di rilevanza tra antichità e altomedioevo, costituiti a ponente dal municipium di Vada Sabatia e a levante da quella Savo/Saona della quale le fonti (e, in questi ultimi decenni, le evidenze archeologiche) richiamano la intermittente alternanza fino alla definitiva prevalenza della seconda sulla prima.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…