A Sestri Levante weekend con le fiabe. Non sempre a lieto fine

Maria Adelaide Faccenda, di Vinci, in provincia di Firenze, ha vinto il Premio H.C. Andersen Baia delle Favole 2016 per la sezione adulti. L’autrice toscana si è aggiudicata il riconoscimento più importante del prestigioso premio per favole inedite (fondato 49 anni dal professor David Bixio) con la composizione Oceano, un racconto fantastico che prende avvio con semplicità e freschezza, inoltrandosi però ben presto nel cuore di un problema di grande attualità, come quello dei migranti, cui la 19° edizione di Andersen Festival è particolarmente sensibile. La premiazione si è tenuta questa mattina, sabato 11 giugno nella Piazza del Comune di Sestri Levante. Condotta dall’attrice Elisabetta Granara, che ha intervallato la presentazione con la lettura di estratti delle favole vincitrici, ha visto la proclamazione dei premi assegnati dalla giuria, che è stata presieduta dal creatore del Premio David Bixio, rappresentato durante la Cerimonia dalla giovanissima nipote Adelia Gandolfo. I premi sono stati consegnati dal Sindaco Valentina Ghio, dall’assessore Regionale alla Cultura Ilaria Cavo, dal direttore Artistico del Festival Andersen Leonardo Pischedda e dal consigliere delegato alla Cultura Elisa Bixio. Ha partecipato il Console Danese di Genova Valdemar Boesgaard. Ma il Festival prosegue. Questa sera, sabato 11 giugno, lo spettacolo del testimonial del Festival, Neri Marcorè e ancora domani, domenica 12 giugno, con Cecilia Strada, intervistata da Roberto Pettinaroli, con il suo intervento, Passioni Civili, ci porta, dall’esperienza di Emergency, E di un paese lontano, oggetto di attacchi ma anche simbolo di possibili esiti positivi, parleranno, alle 19, Moncef Ben Moussa, direttore del Museo del Bardo, in dialogo con Gad Lerner. La sezione Realtà del mondo della 19° edizione dell’Andersen Festival vede infatti al centro la Tunisia, il paese che con la sua passione ha dato il via alla primavera araba, e si è dotato della Costituzione più avanzata del mondo islamico, meritando, con il suo Quartetto del dialogo, il Nobel per la Pace 2015. Alle 20.30, un tuffo nella Tunisia dei suoni con uno dei tre maestri gnawa tunisini: Belhassen Mihoub. Accompagnato dai Rebis, (la cantante, arabista e francesista Alessandra Ravizza e il chitarrista Andrea Megliola) il maestro Mihoub ci trasporterà nel suono spirituale dell’Islam, da quello più canonico del “richiamo alla preghiera” a quello mistico degli gnawa di derivazione più africana. Il focus sulla Tunisia e sui temi della democrazia e della pace sarà inoltre affrontato dalle 17 al Convento dell’Annunziata in una non stop a cui parteciperanno oltre agli esponenti delle diverse confessioni religiose (Don Valentino Porcile della diocesi di Genova, Padre Marian Selvini della Chiesa Ortodossa genovese, Don Mario Cagna della diocesi di Chiavari, l’Imam Ahmed Abdou della comunità islamica del Tigullio) alle 17.30 le Donne del Tè del Mondo, alle 19 il Coro 4 Canti diretto dal maestro Gianni Martini, alle 19.30 le giornaliste Donatella Alfonso ed Erica Manna (autrici del libro Al di qua del mare migranti e accoglienza in Liguria – De Ferrari editore) e, a partire dalle 21.30, l’Orchestra Bailam con il progetto Taverne Cafè Aman e Tekés. E ancora Medici Senza Frontiere e il giornalista Pablo Calzeroni per il progetto Moschee Aperte. L’intera sezione Realtà del mondo è dedicata alla memoria del visual journalist Antonio Zambardino (www.antoniozambardino.com), recentemente scomparso, che nel corso degli ultimi anni ha fotografato la realtà dei paesi di cui il Festival, e questa sezione in particolare, racconta. Conclusione della serata alla Baia all’insegna dell’umorismo e della comicità più coinvolgente con I Pirati dei Caruggi#desbelinity, che si propongono, per il divertimento degli spettatori, di “aggravare la difficile attuale situazione” portando in scena nuove idee comiche in linea con la filosofia della scuola genovese: “lavorare meno, lavorare gli altri”. Un arrembaggio irresistibile: a sciabola sguainata, quattro valenti capitani si alternano sul palcoscenico, dando vita a uno spettacolo (rutilante, guascone, piratesco) di gag, monologhi, canzoni e personaggi. Di e con Enrique Balbontin, Alessandro Bianchi, Fabrizio Casalino, Andrea Ceccon.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…