A Toirano in mostra la storia della Val Varatella

Il Borgo di Toirano figura storicamente fra i centri abitati più antichi del Ponente ligure. La posizione strategica ha favorito nei secoli i contatti con la Riviera e le popolazioni del basso Piemonte. Le origini alto medioevali sono riscontrabili ancor oggi nelle sue architetture, complesse e stratificate, la cui funzione abitativa non si è mai interrotta. Le case mura che cingono il borgo assieme alle case torri che affiancano i caruggi caratterizzano l’antico abitato assieme a monumenti artistici di notevole pregio; come la barocca chiesa di S. Martino e il palazzo del vescovo chiamato u Paraggiu, ed altre testimonianze medioevali tra i quali il trecentesco ponte delle Giaire sul Varatella. In questo contesto è inserito il Museo Etnografico della Val Varatella, che testimonia, attraverso gli antichi materiali e gli oggetti d’uso quotidiano, l’economia agricola del luogo, affiancata alle attività artigianali del fabbro maniscalco, del falegname bottaio, del calzolaio, e del curioso laboratorio dell’orologiaio attivo a Toirano tra l’Otto e il Novecento. Alla coltivazione dell’olivo, ed in particolare all’estrazione dell’olio, sono dedicate due sezioni che mostrano le ricostruzioni degli antichi frantoi, chiamati nel gergo locale gumbi. Nel Museo sono ricostruiti anche gli ambienti della casa ligure: come la cucina del XVIII e XIX sec. provvista delle ceramiche d’uso di manifattura savonese e albisolese, la camera da letto ottocentesca arredata con il cassone da dote, che rappresentava l’unico mobile dove riporre il vestiario e la biancheria. Di particolare interesse è la sezione in cui si conservano preziosi indumenti popolari del Sette e Ottocento con un corredo da neonato confezionato a mano. Assieme a questo spaccato nascosto della vita d’un paese, il Museo propone alcuni aspetti della storia locale rappresentata dai personaggi illustri, e dai monasteri dei benedettini, e dei certosini che ressero per secoli l’economia agricola del paese. La collezione è costituita da circa tremila oggetti e manufatti, riguardanti le antiche attività praticate nella zona di Toirano e in generale nel Ponente ligure. Le raccolte sono distinte nella prima parte del piano terra e primo piano con le diciotto sezioni riguardanti le attività: agricole, artigianali, vita domestica, costume, devozione, aspetti storici locali della Val Varatella. La seconda parte propone, la visione di cinque sale del primo Piano Nobile del palazzo in cui sono ricostruiti gli ambienti della dimora aristocratica. Il percorso offre un quadro generale del costume e delle usanze di una comunità dell’entroterra ligure.

Il primo nucleo delle raccolte del museo di Toirano venne costituita negli anni Ottanta da un gruppo di volontari del luogo che radunarono circa novanta oggetti, poi esposti in una sezione dedicata esclusivamente all’olivicultura, allestita al piano terra dell’antico Palazzo Comunale. La raccolta iniziale rimase tale sino al 1997 quando il Comune decise, nell’ambito della ristrutturazione del palazzo, di trasferire i materiali di quell’allestimento presso le Scuderie del Palazzo D’Aste – Del Carretto, affidando il compito di totale riorganizzazione e coordinamento al curatore Orlando Boccone. La raccolta precedente venne in parte mantenuta, escludendo alcuni oggetti moderni e poco rappresentativi, incrementando cospicuamente il fondo con altri oggetti, che nel tempo giungevano attraverso una capillare sensibilizzazione e coinvolgimento della popolazione locale, in particolare di Toirano.

Le donazioni spontanee sono alla base dell’arricchimento delle raccolte, assieme alle testimonianze orali e scritte che dal 1997 ad oggi sono giunte in questa struttura, custode delle memorie di un paese che offre, oltre alle splendide grotte turistiche, un Borgo medioevale, che testimonia una ricca storia in parte illustrata nel Museo. Le collezioni, scrupolosamente inserite in ricostruzioni, hanno lo scopo principale di conservare il più possibile per non dimenticare le nobili origini di una società rurale, che attraverso il lavoro faticoso, ha tracciato una storia millenaria.

Il museo è allestito nello storico palazzo dei conti D’Aste poi passato ai marchesi Del Carretto del ramo di Balestrino. La struttura architettonica presenta caratteristiche diverse dovute agli interventi di ampliamento subiti attraverso i secoli (dal XIV al XVIII sec.).

Nel palazzo nacquero alcuni personaggi di rilievo. Sicuramente il più illustre fu Giovanni Battista D’Aste (16 giu. 1566 – Roma 20 set. 1620) agostiniano oratore e teologo all’Archiginnasio della Sapienza in Roma. Papa Pio V lo nominò Vicario Generale dell’ordine Agostiniano e ricevette la carica di sacrista pontificio. Tra gli ospiti di prestigio ricordiamo Elisabetta Farnese, figlia di Odoardo duca di Parma, sposa in seconde nozze del re di Spagna Filippo V. Fu ricevuta a Toirano, con il suo seguito, nel 1714 dalla marchesa Geronima D’Aste.

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…