A Tursi arie d’Oriente con Sissy Zhou

La Voce e il tempo, la grande stagione genovese dedicata alla musica vocale organizzata da Musicaround, continua il suo programma con una proposta internazionale d’eccezione. Giovedì 13 luglio – nel cortile di Palazzo Tursi a Genova – arriva per la prima volta in Italia Sissy Zhou, cantante e suonatrice di Gu Zheng, apprezzata in tutto il mondo per le sue doti di sensibilità e virtuosismo.Nata a Wuhan, culla della musica tradizionale cinese, Sissy ha ottenuto, dopo il diploma in Cina, la borsa di studio Eiffel del Governo francese per un master ad Aix en Provence, dove tuttora vive. Ha insegnato Gu Zeng anche all’Università della Florida (USA), e e continua a diffondere la musica classica cinese con performance e stage in Europa, Asia e Stati Uniti. 

Con una sensibilità impressionante e una maestria vicina all’eccellenza assoluta, questa giovane artista offre al pubblico un’occasione unica per immergersi nel mondo esotico della Cina antica. Le sue dita si muovono sulle 21 corde della cetra in una danza soave e lieve, come gocce di pioggia in un pomeriggio d’estate, rivelando un paesaggio sonoro di raggiante e serena bellezza.

Secondo l’arte di vivere cinese la pratica dello Gu Zheng – uno strumento a corde pizzicate di origini millenarie, appartenente famiglia delle citare – migliora l’energia del corpo e il suo suono deriva direttamente dal cielo. Veniva originariamente utilizzato nelle orchestre che suonavano alla corte imperiale, mentre risale solo al XIX secolo il suo ampio sviluppo solistico. Si suona con l’utilizzo di quattro plettri o meglio unghie artificiali applicate alla mano destra, con il quale si pizzicano le corde, mentre la sinistra, tradizionalmente, viene utilizzata per premere le corde stesse ed ottenere note di diverso timbro ed altezza. Dalla metà del XX secolo la tecnica esecutiva è stata però modificata: la mano sinistra, per esempio, può pizzicare le corde, come la destra. Inoltre si è codificato un ricco repertorio solistico per zheng, derivato dal repertorio di altri strumenti, da brani composti ex-novo per la cetra e da brani antichi tipici delle diverse scuole regionali.

Il concerto è realizzato in collaborazione con Celso – Istituto di Studi Orientali,che ne curerà l’introduzione storica.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…