A Vendone torna la coltivazione del grano antico

A Vendone è tornata la coltivazione del grano. Certo, non si candida a diventare il “granaio della Liguria”, ma certo è un segnale di come l’agricoltura stia tornando all’antico, recuperando genuinità e gusti che sembravano persi. Il progetto di riportare il grano sotto il monte Castellermo è venuta a Massimo Revello, patron con la moglie Daniela (e l’apporto fondamentale del padre Erio e del figlio Marco) dell’azienda agrituristica (con tanto di frantoio e fattoria didattica, ma questo aspetto lo tratteremo in un altro post) U Beriun (un antico strumento di lavoro) con terreni a Vendone tra le frazioni Leuso, Villa e Curenna.Spiega Massimo: “Dopo aver saputo come viene prodotta oggi la farina e i trattamenti chimici che subisce il grano durante il ciclo produttivo (diserbanti, crittogamici e via dicendo) ho deciso lo scorso inverno di provare a coltivare un po di grano per produrre farina salutare e all’antica. Erano anni che a Vendone non veniva più coltivato e io ho pensato di reintrodurre questa coltivazione. Ora è giunto il momento di mietere e trebbiare il grano e successivamente macinarlo. La mietitura l’abbiamo fatta, a breve faremo la trebbiatura e successivamente la macinatura”. Seguendo il suo esempio anche altri due agricoltori di Vendone hanno seminato il grano in piccoli appezzamenti. Un esperimento che, se avrà il successo che si merita, potrebbe diventare importante per l’intera vallata e il grano, assieme all’olio (una vera eccellenza) e gli ortaggi potrebbe tornare ad essere un vanto dell’entroterra albenganese.




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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…