Ad Albenga e Alassio una mostra di Italia Nostra racconta “le fasce”

Ad Alassio dal 2 all’11 aprile, alla chiesa anglicana, e ad Albenga dal 13 al 22 aprile, in concomitanza con Fior d’Albenga, arriva una mostra di Italia Nostra sui paesaggi terrazzati. Abbiamo chiesto a Lorena Nattero, che di Italia Nostra è referente, il perchè di questa interessante mostra, partendo dalla premessa che Italia Nostra è una Associazione diffusa in tutta Italia, che si ispira all’Art. 9 della nostra Costituzione: “La Repubblica [……..] tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Non è facile, nel Paese più ricco al mondo di patrimonio artistico e storico e più generoso di bellezza paesaggistica e naturale, tutelare l’uno e l’altra: Italia Nostra comunque si impegna a provarci e collabora perciò con tutte le Istituzioni, le Associazioni e le Organizzazioni che, in Italia e al di fuori di essa, operano in tal senso. Nell’Ottobre del 2016 si è tenuto, nelle sedi di Venezia e Padova, l’Incontro Mondiale che si occupava di “Terraced landscapes choosing the future”, i Paesaggi Terrazzati alla scelta del loro futuro. I precedenti convegni avevano avuto luogo in Vietnam, in Equador, in Cina, in Giappone: in ogni parte della terra dove le terrazze per secoli avevano rappresentato l’impegno contadino a modificare il territorio in funzione delle colture locali,  creando un nuovo paesaggio affascinante oltre che necessario. A Venezia e a Padova fu l’Italia ad ospitare la discussione sul futuro delle terrazze, delle nostre fasce, ed Italia Nostra collaborò fattivamente.

Si scelse di coinvolgere i giovani studenti nell’itinerario di conoscenza e consapevolezza che l’argomento suscitava e Italia Nostra lanciò un interessante concorso alle Scuole di tutta Italia, che intendevano raccontare e valorizzare il paesaggio terrazzato a loro noto. Noi del Ponente ligure pensammo che avremmo avuto qualcosa da raccontare e ci mettemmo immediatamente in contatto con alcuni Istituti. L’Artistico di Imperia fu quello che rispose con maggiore entusiasmo e con gli splendidi insegnanti incontrati, Claudia Giordano e Tino Dolmetta,  iniziammo a collaborare, per produrre un “racconto” delle nostre fasce, della loro lunga e tormentata storia, della cultura di cui sono testimoni e della funzione sociale che hanno svolto nei secoli, fino ad un presente che vede il paesaggio minacciato da incuria e distruzione, dopo i burrascosi mutamenti economici e urbanistici. Il video, “Antiche terre fra cielo e mare”, ha meritato il Primo Premio del Concorso nazionale. Non racconta solo le fasce: racconta la storia della nostra terra, la bellezza del paesaggio, esalta il lavoro e l’intelligenza dell’uomo e chiede che tutto ciò  sia tutelato, proprio come dice la nostra Costituzione.

L’Incontro Mondiale di Venezia e Padova è stato una esperienza preziosa ed ha suscitato speranze . Italia Nostra ne ha raccolto una testimonianza attraverso i 75 grandi pannelli che rappresentano le Terrazze del mondo, , con immagini che tolgono il fiato e ci comunicano le profonde diversità, ma  nascono comunque da una identica scelta ed un uguale impegno, dalle risaie del Vietnam e di Bali fino alle dolci colline toscane o a quelle liguri, che protendono le fronde degli ulivi fin sulle onde del mare. E sono le risaie orientali, le viti e l’ulivo mediterraneo, i fiori nelle serre trasparenti, perfino le sparute pannocchie ed i miseri tuberi andini a dimostrare che il paesaggio terrazzato ha, da secoli, garantito la sopravvivenza di uomini e donne in tanti Paesi del mondo. Abbiamo deciso che quelle immagini dovevano essere esposte anche qui, dove le “fasce” hanno rappresentato il nostro paesaggio e addomesticato le colline aspre ed aride, tanto belle da meritare il viaggio di visitatori da ogni angolo della terra.

Ad Alassio e ad Albenga i 75 pannelli parleranno ai visitatori, trasmetteranno la bellezza del lavoro e dell’agricoltura, inviteranno a riflettere sulle conseguenze del loro abbandono ed ispireranno, così speriamo, la volontà di salvare una storia che neppure il turismo e l’edilizia dovrebbero cancellare. Ad Alassio saranno gli studenti del Liceo Classico “Giordano Bruno” ad accompagnare i visitatori attraverso l’itinerario delle terrazze mondiali, grazie alla convenzione di “scuola-lavoro” sottoscritta con l’Istituto scolastico.  Le “Guide” hanno seguito un percorso didattico di informazione sui contenuti della mostra e collaboreranno anche al suo allestimento. Ad Albenga saranno gli Insegnanti e gli studenti dell’Istituto Agrario ad occuparsi in prima persona dell’esposizione dei 75 pannelli, dell’accoglienza dei visitatori e dell’informazione sui contenuti che le immagini rappresentano. La presenza dei ragazzi ci induce a sperare che l’interesse dimostrato non si limiti a quello di opportunità didattica, ma riesca ad avvicinarli davvero alla bellezza del nostro paesaggio rurale, delle pietre antiche, degli ulivi, della vite e delle diverse colture  che anche oggi sono la ricchezza per tante famiglie.

Spunti di riflessione saranno offerti dalla partecipazione della Cooperativa Agricola di Arnasco, i cui soci ricostruiscono i muretti a secco e trasmettono ai ragazzi della costa e della piana la loro arte antica,  insegnano come si diventa muratore e contadino, come si difende il territorio dal degrado e si diffonde la cultura del paesaggio. Da anni anche Italia Nostra collabora con la Cooperativa e coordina la presenza di intere scolaresche ai corsi organizzati ad  Arnasco. Significativo il fatto che la mostra albenganese avvenga in contemporanea con la ormai famosa manifestazione “Fior d’Albenga” , dove agricoltori della piana ed operatori commerciali si interrogheranno sulla situazione reale dell’agricoltura locale, sulle prospettive future, soprattutto sulla necessità di rinnovarsi e conservare, ben consapevoli che le due opzioni non sono mai in antitesi, quando si riconosce il valore della tradizione e della storia. Da presenze così competenti ci spettiamo che il muro a secco non sia un “ospite” momentaneo, ma divenga momento di  reale riflessione collettiva. Altri eventi affiancheranno le esposizioni: la presentazione di libri su sull’argomento, l’”aperitivo etnico” dei ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Alassio, interviste ed approfondimenti: la speranza che non vogliamo abbandonare si chiama “Paesaggio tutelato”, perché lo sviluppo economico sappia riconoscerne il valore anche turistico e sia in grado di conservarlo. Chi oggi governa i nostri paesi certamente sa che tutelare le “fasce” significa anche rispettare la nostra storia personale, la nostra memoria familiare, quella che ci fa amare il luogo in cui siamo nati e vissuti. E’ importante ricordarlo.  

Per questo noi di Italia Nostra ringraziamo i Comuni di Alassio e di Albenga, i cui Amministratori hanno dimostrato sensibilità nel  diffondere la riflessione sulla cultura delle “fasce” e del Paesaggio Terrazzato ligure e la volontà di difenderlo.

 

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...