Addio a Silvio Torre, il giornalista che ha raccontato la cucina e i prodotti della Liguria 

Addio a Silvio Torre, giornalista, scrittore, storico, enogastronomo, conduttore radiofonico e tanto altro ancora. Era un amico oltre che un maestro di giornalismo, non un cronista ma capace di affascinare con le sue storie antiche. Aveva 89 anni. Lascia la moglie Maria Carla e i figli Luisella, Silvia e Davide. I funerali si svolgeranno mercoledì 21 dicembre, alle 15, nella chiesa parrocchiale di San Matteo a Borghetto Santo Spirito dove Torre, genovese di origine, aveva vissuto dopo il matrimonio e dove fu assessore al Turismo negli Anni ‘80.

Nel suo studio della villa di Pineland dove viveva i libri, soprattutto quelli di storia e antichi ricettari, avevano un ampio spazio. Uno dei suoi libri storici più conosciuti e “simpatici” (la sua scrittura era brillante e coinvolgente, sia parlasse di cucina che di battaglie) riguardava la presenza dell’esercito napoleonico a Borghetto, una storia tratta da un diario ritrovato da Silvio. Ma sulla storia della Val Varatella Torre aveva scritto decine di articoli e interventi.Silvio Torre, figlio di un medico, stimato primario genovese, cominciò molto presto a scrivere su quotidiani e riviste. Collaborò con testate di Genova, Roma e Milano. Dal 1970 al 1978 rivestì il ruolo di Capo Ufficio Stampa e responsabile della comunicazione per la Regione Liguria dopo essere stato, negli Anni ‘60, responsabile della comunicazione del Ministero dell’Interno, all’epoca degli attentati in Alto Adige. La sua passione, però, era la cucina e, soprattutto, la storia di prodotti e ricette.

Fu tra i primi, assieme a Vincenzo Buonassisi, a condurre una trasmissione radiofonica, su Radio Monte Carlo, sulle eccellenze liguri i italiane. Collaborò con Canale 5 con Maurizo Costanzo ma anche con Luigi Veronelli. Furono Silvio e Veronelli a far conoscere al grande pubblico Ferrer Manuelli, l’oste di prua che rese famosa la cucina ligure di mare attraverso le prime trasmissioni gastronomiche della Rai. Un pioniere, ma anche un grande affabulatore. Trascorrere una serata con lui, e chi scrive ha avuto la fortuna di goderne parecchie, era come fare un tuffo nella storia del cibo, scoprire aneddoti, curiosità. Era, ed è ancora visto che i suoi libri sono ancora disponibili, un piacere leggere la Cucina prima di Colombo (edita per i 500 anni della scoperta dell’America), la sua storia del tonno in scatola, il suo viaggio attraverso la cucina dell’entroterra savonese o i suoi monumentali tomi, scritti con l’enologo Virgilio Pronzati, su prodotti, ricette e vini liguri.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…