Affondate il Transylvania, la più drammatica tragedia del Mar Ligure

Venerdì 27 gennaio alle 16.30, nella Sala del Consiglio Comunale in piazza Sisto IV a Savona, per il ciclo “Leggere la Grande Guerra” promosso dalla Biblioteca civica Anton Giulio Barrili, verrà presentato il romanzo di Fiorenza Pistocchi “Il tesoro del Transylvania”. Il libro prende spunto dal noto avvenimento avvenuto ormai 100 anni fa al largo di Noli-Bergeggi e ricorda il generoso slancio della popolazione civile per aiutare i naufraghi. Fiorenza Pistocchi, savonese, da molti anni vive nel milanese ed è autrice di diversi gialli.

Ed ecco “La più drammatica tragedia del Mar Ligure” nello scritto di Giuliano Cerruti, una delle pagine più complete della vicenda trovate su Internet:
La mattina del 4 maggio 1917, alle ore 10,45, il cielo era sereno, spazzato da un forte vento di greco tramontana. Il mare qua e là sollevava piccole creste di spuma bianca, lasciando brevi spazi di acque più scure color cobalto. L’ignaro spettatore, che sostava sul lungomare di Spotorno, pativa le raffiche di vento che sollevava sul suo viso nuvole di granelli di sabbia che infastidivano gli occhi ; non tanto, peró da non poter vedere la sagoma di due navi da guerra spuntare al largo di Capo Noli, seguite dalla più grande nave da trasporto truppe operante nel mediterraneo. Si trattava di due cacciatorpediniere giapponesi, il Matsu ed il Sakaki, di scorta al piroscafo di lusso Inglese “Transylvania” di 14.315 tonnellate, partito da Marsiglia con a bordo circa 3.500 soldati Inglesi della Marina mercantile e da guerra dell’esercito Britannico e 64 infermiere della British Red Cross Society, diretti sul fronte turco in Palestina.

La nave da trasporto Britannica navigava alla velocità di 16 miglia e procedeva a zig zag a una distanza di circa due miglia dalla riva. All’improvviso un alta colonna d’acqua e un forte boato rallentano la corsa della nave: un siluro partito da un sommergibile tedesco in agguato , l’ U-63 al comando del tenente di vascello Otto Schultze, centra il “Transylvania”sulla fiancata sinistra, all’altezza della sala macchine. La nave, imbarcando acqua e inclinata a babordo, ha un notevole sbandamento, vira verso terra per cercare di arenarsi e consentire più facilmente il salvataggio dei militari, ma poco dopo non è più in grado di procedere. Sono le 11,17, i cacciatorpediniere invertono immediatamente la rotta ,uno si avvicina in soccorso alla nave colpita e l’altro va in caccia del sommergibile, il quale si immerge a 45 metri e si dilegua. Riaffiora alle ore 11,39 e lancia da 350 metri un secondo siluro che evitato dal caccia giapponese Matsu, colpisce a proravia, sul fianco sinistro dei quartieri di prua, la nave agonizzante che tentava di dirigersi verso terra a sud dell’isola di Bergeggi.

L’opera di soccorso è affidata alle cacciatorpediniere ed alle lance scese in mare. Alle 12,20 inizia l’affondamento del Transylvania. Alle 12,30, dopo un’ora e 13 minuti dal primo siluramento, il piroscafo si inabissa “sul dritto di poppa”, lasciando sul mare agitato molti naufraghi. Dei 3500 uomini a bordo, compreso l’ equipaggio, solo 270 trovano posto sulle scialuppe e sulle zattere. Una gran parte dei rimanenti è trasbordata sui due caccia giapponesi, gli altri sono raccolti da due cacciatorpediniere italiani, il corazziere ed il garibaldino, dai rimorchiatori Savona e America II, tutti partiti dal porto di Savona, e 22 naufraghi vengono salvati da 4 barche da pesca con 24 uomini accorsi a forza di remi e poca vela dalla spiaggia di Noli. A causa del forte verranno sbarcati sulle spiaggie di Noli, Varigotti e Finalmarina. Nel 1919 il gruppo di salvataggio nolese ricevette dal Governo Britannico una medaglia d’argento “in segno di gratitudine” e nel 1921 il Ministero della Marina Italiana rilasciò a ciascuno dei pescatori un attestato di benemerenza. Un particolare curioso fu il salvataggio, da parte dei bergeggini accorsi sulla spiaggia in località Ciapella, del cagnolino Tom (mascotte del Transylvania), che a nuoto aveva guadagnato la riva; fu ospitato nella casa di Giovanni Massa, dove visse a lungo con i suoi nuovi padroni. Dei 407 periti tra i flutti o rimasti prigionieri nella nave 89 salme sono recuperate a Vado Ligure, Spotorno, Noli, Pietra Ligure, su lidi imprecisati della Riviera di Ponente, tra cui due il 12 maggio, sulla spiaggia di Bordighera e tutte sepolte (96) nel cimitero di Zinola. Altre 34 salme trasportate dalle correnti marine e raccolte sulle coste del Principato di Monaco, della Francia e della Spagna vengono tumulate in Cimiteri della Riviera e di varie località e le rimanenti 284 saranno considerate disperse. Il relitto del Transylvania giace a 200 metri di profondità a 2 miglia al largo di Bergeggi , su queste coordinate: 44° 13′ 2 latitudine nord 08° 28′ 5 longitudine est. Sul promontorio Predani di fronte all’isola di Bergeggi inaugurata nel 1922 è attualmente visibile la croce commemorativa a ricordo dell’affondamento e”… dei gloriosi estinti e in testimonianza della gratitudine imperitura del popolo Britannico verso gli abitanti di questi lidi per il generoso soccorso ai superstiti. La città di Spotorno, otto anni dopo quel tragico affondamento con senso di pietà, fece erigere nei giardini centrali un pregevole monumento dedicato ai naufraghi Inglesi del Transylvania, successivamente distrutto dal Governo fascista nel 1936 in seguito alle “sanzioni economiche” contro l’Italia proposte dal Governo Britannico in seno alla Società delle Nazioni.
(Notizie tratte da “L’ affondamento del Transylvania” (1977) di Renzo Aiolfi – Sabatelli Editore)

Il ritrovamento del Transylvania

Il ritrovamento è avvenuto il 6 ottobre 2011 ad opera del Centro Carabinieri Subacquei di Genova Voltri in collaborazione con Gay Marine di Lomazzo (CO), ditta specializzata nella progettazione e produzione di veicoli subacquei ad alta tecnologia, che nell’aprile 2011 mise a punto un veicolo teleguidato capace di operare a grandi profondità. Le ricerche iniziarono per volontà del Tenente Colonnello Francesco Schilardi, che, valutati gli elementi a disposizione, chiese l’autorizzazione al Comando Legione Liguria; l’Ing. Guido Gay, titolare della ditta Gay Marine, mise a disposizione il neoprogettato robot ed il catamarano Dedalus, mezzo di ricerca. Il team di ricerca composto dall’Ing. Guido Gay, dal Maresciallo Lenzini, dal Maresciallo Padula, dal Brigadiere Del Duca, dal Vice Brigadiere Cossu, dall’Appuntato Scelto Gaido, dall’Appuntato Scelto Bosi e dal Carabiniere Maraffa Cosimo iniziò le operazioni di ricerca l’8 maggio 2011. Le operazioni iniziarono con l’utilizzo del sonar a fascio laterale nell’area compresa tra il porto di Vado Ligure e la punta di Capo Noli. Furono percorse circa 100 Mn, ma le operazioni risultarono essere particolarmente difficoltose per la discontinuità del fondale, ricco di crinali montuosi, canyon, secche, scarpate rocciose, caratteristiche che poco si confanno all’utilizzo del sonar a fascio laterale. Le ricerche vennero interrotte il 14 maggio 2011 e riprese il 4 ottobre 2011 con l’utilizzo di un magnetometro (realizzato dall’Ing. Gay) che permise di notare un’anomalia alla profondità di 630 m, le cui forme e dimensioni avrebbero potuto corrispondere a quelle del relitto del “H.M.T. Transylvania”. Nei giorni successivi furono riconosciuti numerosi punti caratteristici del relitto fino ad intuirne l’intero profilo e lo stato di conservazione. Il 7 ottobre 2011, in una conferenza stampa, il Tenente Colonnello Francesco Schilardi, alla presenza dell’Ing. Guido Gay, ha annunciato ufficialmente il ritrovamento del relitto del transatlantico inglese “H.M.T. Transylvania”.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…