Al Galata Museo del Mare di Genova una mostra racconta i nuovi italiani

“Italiano, anch’io. L’immigrazione nell’ Italia che cambia” è il nuovo allestimento dedicato all’immigrazione contemporanea in Italia al Galata Museo del Mare. Un progetto curato dal direttore Pierangelo Campodonico e dallo staff scientifico del Mu.MA e realizzato con il contributo della Compagnia di San Paolo. L’allestimento, nato come idea in piano fermento delle “Primavere arabe”, nel 2011, sottolinea la percezione del fenomeno immigrazione da parte degli italiani e sull’auto percezione degli immigrati nel contesto della società italiana. 

L’allestimento è diviso in 8 aree tematiche: migrazioni, fenomeno planetario; immigrati in Italia, una cronologia; ne abbiamo bisogno?; il lavoro degli immigrati, chi è chi, le definizioni; storie di popoli in fuga; i nuovi italiani a scuola; Genova, in un giorno; la casa & la famiglia, cucina e la migrazione del gusto; un parere. Il tuo.

Migrazioni, fenomeno planetario: una mappa interattiva fotografa la situazione attuale per avere una visione globale sui flussi dei movimenti internazionali e di quelli interni aiuta a capire meglio le migrazioni odierne.

 

Immigrati in Italia, una cronologia: una cronologia racconta i principali eventi che hanno segnato la storia dell’immigrazione in Italia: immagini di telegiornali, video e reportage narrano l’Italia a partire dal 1973 quando il saldo migratorio del paese è divenuto negativo: arrivano più persone di quante partono. I 300.000 migranti dei primi Anni ’80 triplicano, divenendo oltre un milione all’inizio degli anni Duemila. Oggi sono 4,9 milioni, un processo di crescita epocale e senza precedenti.

 

Ne abbiamo bisogno?: non si può comprendere il fenomeno dell’immigrazione nell’Italia contemporanea senza avere presente l’evoluzione demografica del nostro Paese. Invecchiamento da una parte, bassa natalità degli italiani fanno peggiorare il quadro generale. Tra 30 anni in Europa ci sarà il 25% in meno della popolazione lavorativa, mentre in Africa la popolazione in età lavorativa raddoppierà. Senza nuovi arrivati l’Europa è condannata al declino. Poi i benefici economici: buona parte del progresso e del benessere tra gli anni ’80 e l’inizio degli anni duemila, è stato “pagato” dall’immigrazione. Nell’esposizione tutto questo è spiegato attraverso un vero e proprio cartone animato che racconta la situazione demografica.

Il lavoro degli immigrati: economisti, sociologi, sindacalisti e imprenditori, riconoscono che la presenza degli immigrati nel mondo del lavoro è strutturale. Nasce così il bisogno di raccogliere testimonianze e documenti per raccontare una Italia che che sta cambiando. Come a Ellis Island qualcuno fotografò e raccolse le testimonianze di chi arrivava, così il Galata Museo del Mare conserva e custodisce le storie di chi ha scelto di vivere in Italia perché non vadano perché dietro le storie ci sono le vite, non solo un fenomeno sociale. Queste le parole chiave: disoccupazione, lingua, precarietà, lavoro sotto qualificato, titoli di studio non riconosciuti, adattabilità, resistere, coraggio, desiderio di tornare… Le interviste integrali saranno disponibili nell’Archivio della Memoria Migrante sul sito web www.memoriaemigrazioni.it

Storie di popoli in fuga: le tragedie del mare, in primo luogo, con l’esposizione di un barcone sequestrato dalla Guardia di Finanza a Lampedusa, scene di sbarchi e salvataggi in mare, racconti audio, video di traversate e viaggi della speranza, raccontati in prima persona con i racconti tratti dalla letteratura e le inchieste giornalistiche, ma anche i ricordi e le esperienze dirette.

I nuovi italiani a scuola: la sezione racconta come i giovani immigrati di seconda generazione conquistano il loro posto nella scuola e nella società. Nonostante il colore della pelle l’Italia è il loro paese d’origine e di appartenenza, dove sono nati e si sono formati ma il processo di acquisizione della cittadinanza è, per tutti, lungo e tortuoso.

Genova, in un giorno: parlare di immigrazione significa necessariamente affrontare il tema della convivenza e dell’integrazione. Quanto è cambiata la convivenza a Genova? Un filmato lungo un giorno aiuta a comprendere come cambiano i rapporti perchè, lo si voglia o meno, viviamo una vita “insieme”, dall’asilo al mercato, dal ristorante alla discoteca.

La casa & la famiglia: l’educazione dei figli, il rapporto con il paese di origine e con Genova, la speranza un giorno di fare ritorno a casa o la consapevolezza che il Paese a cui ci si sente più legati è l’Italia. Attraverso le testimonianze raccolte nell’Archivio della Memoria Migrante saranno gli immigrati stessi a raccontare anche una importante fase di cambiamento: la cucina e la migrazione del gusto.

Un parere. Il tuo: Lo spazio dell’ultima sezione è destinato alle impressioni e ai commenti del visitatore. Il tema dell’immigrazione tocca tutti, suscita contrasti: raccogliere testimonianze e pareri opposti è un modo per raccontare il cambiamento.

 

Dal 2011 il terzo piano del Galata Museo del Mare racconta l’emigrazione italiana. L’allestimento passa per la ricostruzione della Genova ottocentesca e i suoi vicoli che accolsero (e sfruttarono) l’emigrazione, la ricostruzione del piroscafo Città di Torino che trasportò centinaia di migliaia di quelli che gli americani definivano ironicamente steerage passengers (passeggeri di stiva) e le destinazioni: la Boca, il coloratissimo quartiere di Buenos Aires ma anche quelle rurali, a volte perse nella foresta, come in Brasile, per terminare in quella più nota, Ellis Island.

 

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…