Al Museo della Fiat 500 un nuovo simulatore per guidare una Abarth 595 SS

Il 3 dicembre, in occasione dell’assemblea dei soci del Fiat 500 Club Italia, al Museo Multimediale “Dante Giacosa” di Garlenda, verrà inaugurato il nuovo simulatore di guida.

Accanto al famoso videogame educativo dedicato all’apprendimento dell’educazione stradale, ora i visitatori potranno cimentarsi in una nuova sfida. Anche questo gioco è montato in una “mezza 500” all’interno della quale l’utente può accomodarsi e mettere mano al volante e alla pedaliera, ma, a differenza del primo, dove bisogna rispettare le regole della segnaletica stradale su un percorso cittadino, questo è ambientato in pista e l’unica regola è “correre”. Si tratta infatti di un moderno simulatore di guida sportiva che catapulta il visitatore nei più famosi circuiti italiani, a bordo di una Fiat Abarth 595 SS.

Un simulatore molto realistico che riproduce la guida effettiva dell’auto, con cambio ad H, force feedback del volante in caso di perdita di aderenza, percorrenza sui cordoli o impatto e tempi sul giro misurati al millesimo di secondo.

A partire da gennaio 2018 i visitatori potranno registrare il loro tempo migliore ed entrare nella classifica ufficiale del “Dante Giacosa Virtual Racing Team”, guadagnandosi il prestigio di “fastest driver”.

 

Raccontare il mito grazie ad un mix di passione e tecnologia: è questo il presupposto su cui si fonda il Museo Multimediale della 500 “Dante Giacosa” – Centro di documentazione per l’educazione stradale. Inaugurata il 6 luglio 2007 nell’ambito del XXIV Meeting Internazionale, la struttura – ospitata presso la sede del Club a Garlenda – ha già raccolto gli entusiastici consensi di migliaia di persone, italiane e straniere, che l’hanno visitata nel corso della manifestazione. Il Museo si rivolge naturalmente agli appassionati della piccola grande auto e in generale a chi si interessa di automotorismo storico, ma è fruibile da un pubblico ben più vasto ed eterogeneo, desideroso di conoscere uno spaccato di storia dell’Italia che, grazie alla 500, si mise finalmente su quattro ruote e viaggiò verso la modernità. Sotto questo profilo, il Museo risulta di particolare interesse per le scuole di ogni ordine e grado, per gli studenti universitari impegnati in tesi e tesine, per i giornalisti e i ricercatori. Per queste ultime categorie, a disposizione per la consultazione anche una biblioteca-emeroteca.

 

Al suo ingresso, il visitatore viene accolto da alcuni pannelli dedicati a Dante Giacosa, progettista della 500, e da una coloratissima e affollata bacheca ricca di trofei e oggetti ricordo che testimoniano l’attività del Fiat 500 Club Italia dalle origini ad oggi.

Attraversando una sorta di “tenda magica” sulla quale viene proiettato un simpatico filmato, si entra nello spazio espositivo vero e proprio, che comprende: la ricostruzione di una vecchia officina; una serie di vetrine contenenti modellini, componenti ed accessori; due postazioni in cui selezionare e visionare (grazie ad un facile menù touch-screen) brani di documentari, interviste, cronache di manifestazioni, spot pubblicitari…; due simulatori di guidache permettono di sentirsi davvero al volante di una 500 (anche perché ci si siede all’interno di due autentiche mezze vetture); un angolo con un bar old style (che comprende anche lo spazio per lo shopping); una piccola ma attrezzata sala conferenze con tre schermi. Pur non essendo un classico “museo-garage”, non mancano alcuni esemplari in esposizione: si tratta di vetture perfettamente funzionanti, messe a disposizione dai soci; ciascuna vettura resta in loco alcuni mesi, a seconda della disponibilità del proprietario e/o delle esigenze del museo stesso.

 

Il Museo è stato progettato da Roberto Barbera e Silvano Gagliolo; a seguire i lavori è stato Alberto Calzavara, affiancato nella fase dell’allestimento dal socio genovese Ugo Elio Giacobbe, appassionato di musei dell’automobile. Giacobbe è stato poi nominato Conservatore e nelle sue attività è coadiuvato dal vice Alessandro Vinotti, appassionato di 500 e di motorismo storico e fiduciario di Albenga

 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…