Al Vinitaly terzo giorno di successi anche per i vini di nicchia della Riviera

Grandi chef alle degustazioni, grande interesse per i vini meno conosciuti, come Ormeasco e Granaccia: anche la terza giornata di Vinitaly è stato un successo per Vite in Riviera e, in generale, per i vini liguri. Ecco il racconto del nostro inviato, Jacopo Fanciulli, PR del consorzio enologico della Riviera
La terza giornata del Vinitaly 2017 è stata nuovamente decisamente positiva, sebbene sia girato meno pubblico rispetto agli altri giorni la curiosità sui vini della Liguria ha attirato un buon numero di visitatori, ed anche qualche personaggio televisivo, è passato infatti a degustare i prodotti di Vite in Riviera il cuoco del canale del Gambero Rosso Giorgione.


I vini del Ponente di Vite in Riviera sono stati nuovamente al centro dell’attenzione e, oltre all’ormai successo dei nostri bianchi, anche i vini rossi hanno cominciato ad incuriosire e farsi apprezzare; Pigato e Vermentino hanno, infatti, rimarcato la loro posizione di vini “trainanti” per la promozione del ponente, seguiti a ruota dal Rossese di Dolceacqua che si è confermato il re dei rossi liguri.

Grande curiosità l’hanno suscitata le denominazioni più piccole, come l’Ormeasco di Pornassio, la Granaccia ed il Rossese di Campochiesa, vino rosso della Doc Riviera Ligure di Ponente, hanno saputo stuzzicare anche i palati più esigenti e finalmente si è riusciti a far passare il messaggio che la Liguria è una terra capace di produrre grandi vini, non solo bianchi, ma anche rosati e rossi.


Il laboratorio di JF Wine & Food Communication e Vite in Riviera è stato questa volta incentrato sulla degustazione a confronto tra il Rossese di Campochiesa e quello di Dolceacqua, il pubblico ha potuto apprezzare come due uve, seppur simili, diano risultati diversi in un territorio dai terreni e climi variegati come quello del ponente ligure, dal più semplice e delicato rosso dell’albenganese, fino agli strutturati e complessi rossi di “confine”, che hanno lasciato a bocca aperta i degustatori con un vino prodotto dal vigneto Luvaira (uno dei migliori della denominazione) con viti centenarie.

Ora manca solo la quarta ed ultima giornata, poi potremo tirare le somme di un Vinitaly “ligure” sicuramente di successo.

Jacopo Fanciulli

Ed ecco le 25 aziende (producono i 2/3 del vino nel Ponente) aderenti alla Rete Vite in Riviera: A Maccia (Ranzo), Anfossi (Bastia d’Albenga), Arnasco (Arnasco), BioVio (Bastia), Bruna (Ranzo) Cantine Calleri (Salea d’Albenga), Feipu dei Massaretti (Bastia), Cascina Nirasca (Pieve), Cascina Praiè (Andora), Coop Olivicola (Arnasco), Durin (Ortovero), Enrico Dario (Bastia), Foresti (Camporosso), Guglierame (Pornassio), Innocenzo Turco (Quiliano), La vecchia cantina (Salea), Lombardi (Terzorio), Gracale (Sanremo), Poggio Gorleri (Diano Marina), Ramoino (Chiusavecchia), Sommariva (Albenga), Maffone (Pieve di Teco), Torre Pernice (Albenga), Vio Claudio (Vendone), Viticoltori ingauni (Ortovero). 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…