Albenga, a Josepha Restagno e Cosimo Costa il premio de Sanctis

Il Premio Nazionale “Francesco de Sanctis-Una vita per la cultura” verrà consegnato dal professor Pier Franco Quaglieni, presidente della Giuria del Premio, alla dottoressa Josepha Restagno Costa e all’avvocato Cosimo Costa, presidente dell’Istituto Internazionale di studi Liguri nell’Aula del Consiglio Comunale di Albenga martedì 28 marzo alle 18. Interverrà il sindaco di Albenga Giorgio Cangiano. L’evento è promosso dal Centro Pannunzio Nazionale, dal DLF di Albenga, dalla Federazione Italiana Volontari della Libertà, Associazione Partigiani Autonomi della Liguria in collaborazione con il Comune di Albenga. Dichiara Quaglieni: ”E’ un riconoscimento a due grandi intellettuali liguri ed albenganesi che sono l’anima nobile e alta dell’Istituto di studi liguri, espressione, a sua volta, della storia più importante di “Albenga,città romana e medievale”, come diceva Nino Lamboglia”.
LE BIOGRAFIE

Cosimo Costa nasce a Genova nel 1928, figlio dell’avvocato Luigi, di antica famiglia di Albenga e di Elisa Biancheri, famiglia di Bordighera stabilita a Genova all’inizio dell’Ottocento. Frequenta il Ginnasio di Albenga presso il Collegio Oddo, poi il Liceo Classico presso i Salesiani di Alassio; si laurea in Giurisprudenza a Genova ed esercita la professione di Avvocato, riceve dal Consiglio dell’Ordine la Medaglia d’oro per gli oltre cinquant’anni di professione. E’ consigliere comunale dal 1956 al 1975, Presidente del Consorzio di Arginamento del fiume Centa dal 1958 alla soppressione dell’Ente nei primi anni Novanta. Entrato a far parte del Rotary Club di Savona nel 1963, è nel 1967 uno dei fondatori del Club di Alassio. Negli stessi anni ricopre la carica di Presidente della Sezione di Alassio di Italia Nostra. Cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, è dal 1981 membro del Consiglio della Commissione Storico Araldica Genealogica della Liguria. Fin dalla prima età scolastica accompagna il padre, fondatore con il giovanissimo Nino Lamboglia della Società Storico Archeologica Ingauna che darà origine all’Istituto di Studi Liguri, a visitare scavi e restauri; studente universitario, segue il prof. Lamboglia e partecipa, come Segretario della Sezione Ingauna dell’Istituto, a tutti gli eventi che hanno segnato per Albenga e il suo territorio una straordinaria rinascita culturale; nel 1950 con il restauro del Palazzo Vecchio del Comune, il ritrovamento della Nave romana, l’allestimento della prima esposizione delle anfore a palazzo D’Aste, la scoperta delle Grotte di Toirano; è stato Ispettore Onorario delle Soprintendenze dal 1951 e ha seguito le iniziative di restauro in città e sul territorio. E’ dal gennaio 1977, dopo la tragica scomparsa del prof. Lamboglia, Presidente della Sezione Ingauna dell’Istituto e l’anno successivo, dopo la scomparsa del sen. Zaccari Presidente per l’Italia dell’Istituto stesso, viene eletto a ricoprirne la carica, che ha mantenuto fino ad oggi. In tutti questi anni segue le attività scientifiche e culturali dell’Istituto, adoperandosi, forte del suo equilibrio e della sua lunga attività giuridica, per tutto il territorio e per Albenga in particolare.


Josepha Restagno nasce a Savona nel 1934, frequenta il Liceo classico G. Chiabrera di Savona e si laurea in Lettere Classiche, con una tesi sulla topografia di Albenga; contemporaneamente consegue il diploma in Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Genova. Per le ricerche relative alla tesi, frequenta ad Albenga l’Istituto di Studi Liguri, di cui era già socia a Savona; il prof. Lamboglia le affida nel 1956 l’Archivio Storico Ingauno, il complesso degli archivi cittadini da poco costituito, di cui cura l’apertura trisettimanale agli studiosi. Proprio questa affinità di idee e di interessi conduce al suo matrimonio con Cosimo Costa. I legami con le Università di Genova e Torino porteranno alla redazione in Archivio di numerose tesi di laurea e di ricerche ad alto livello, che segue costantemente. Nel 1979 pubblica il volume Albenga. Topografia medioevale. Immagini della città, seguito da un’intensa produzione di articoli di ricerche d’archivio, pubblicati con l’Istituto di Studi Liguri e in altre sedi scientifiche. Pure nel 1979 pubblica, con il Centro Storico Benedettino di Cesena, La Diocesi di Albenga e nel 1982 Il monastero dell’isola Gallinaria e i suoi possedimenti in Catalogna, altri studi negli Atti della Società Ligure di Storia Patria, in Atti di Convegni con l’Istituto Storico Lucchese, e con il Centro di studi medievali di Cherasco. Nella collana Le città della Liguria della SAGEP di Genova redige nel 1985 il volume Albenga (II ed. 1993). Cura nel 1990 l’edizione degli Statuti di Albenga del 1288, nella collana Le fonti per la storia della Liguria della Regione, la Società Ligure di Storia Patria e il Ministero dei Beni Culturali. Tra le sue pubblicazioni per il Touring Club Italiano, si ricorda il capitolo su Albenga e il suo territorio nella Guida Rossa, Liguria. Partecipa al Catalogo della mostra sulla committenza ligure nel Seicento tenuta a Palazzo Ducale a Genova nel 2004, anno in cui la città è Capitale Europea della Cultura; nello stesso anno pubblica il volume Ottavio Costa, le sue case e i suoi quadri. Si ricordano infine le edizioni di volumi a molte voci sempre su Albenga: il monumentale La Cattedrale di Albenga, curato con Maria Celeste Paoli, e i recenti San Bernardino di Albenga e San Domenico di Albenga. Dagli stessi anni organizza, con Maria Celeste Paoli Maineri, gli annuali Cicli di conferenze che continuano ancor oggi; i Corsi di introduzione alla ricerca storica e mostre sulla città e il territorio ligure con i relativi cataloghi, come i volumi a più voci su Gli acquerelli de L’Epinois, curato con Simona Bodo, la cui mostra verrà esposta in sei sedi tra Liguria e Francia; come Istituto di Studi Liguri, con l’Università di Genova e l’équipe della Sezione Ingauna le mostre Il territorio di Albenga da Andora alla Caprazoppa e Albenga. Identità e cultura della città; organizza numerosi convegni con altri Enti e Università e ne cura l’edizione degli Atti, come nel caso dei tre convegni con l’Ordine di Malta. Contemporaneamente, l’Archivio Storico Ingauno è costantemente ampliato, con nuove acquisizioni di materiale archivistico sia di enti pubblici sia di privati, fondi che in alcuni casi vengono salvati dalla dispersione sul mercato antiquario o dalla distruzione; ne sono redatti inventari, a cura di Andrea Lercari, e il Ministero dei Beni Culturali, tramite la Soprintendenza Archivistica, finanzia un corposo restauro dei principali registri dell’Archivio Comunale. Josepha Costa Restagno è nominata Direttore dell’Archivio Storico Ingauno nel 1995; dagli anni Ottanta è stata membro della Commissione scientifica dell’Istituto in rappresentanza della Sezione Ingauna. Nel 1999 è chiamata a far parte della Commissione paritetica per le manifestazioni del Giubileo tra la Regione Liguria e la Conferenza Episcopale Ligure, per conto di quest’ultima; nel 2013 è nominata Ispettore Onorario della Soprintendenza Archivistica della Liguria. 

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…