Albenga in festa per i 75 anni della coop l’Ortofrutticola

Settantacinque anni fa, il 12 ottobre 1941, contro la volontà del regime fascita, oltre 450 persone si riuniscono al Cinematografo Odeon e fondano la Società Anonima Cooperativa “l’Ortofrutticola”: il primo presidente è Giuseppe Vazio, gli aderenti iniziali sono 208. Una decisione difficile, presa in nome della moralità, dell’onestà e della serietà per combattere la corruzione e la malgestione dilagante nell’amministrazione del Consorzio Agrario Provinciale di Savona, che sino ad allora gestiva l’agricoltura provinciale.La gestione del consorzio agrario provinciale (di cui faceva parte la Federazione) troppo autoritaria e lesiva nei confronti dell’operato della maggioranza dei contadini albenganesi che rappresentavano e rappresentano ancora tutt’oggi il perno principale e trainante del comparto agricolo del savonese. Il sentimento che si traduce nel giro di breve tempo nella concreta decisione di abbandonare la Federazione, di uscire per fondare una nuova azienda di tipo cooperativo fortemente radicata nel comprensorio albenganese e finalizzata a tutelare l’interesse dei contadini della Piana.


Un ente, il Consorzio Agrario Provinciale, costituito dal regime fascista e gestito da persone che, incuranti delle conseguenze e dei danni per i contadini, non avevano esitato a distruggere quello che gli amministratori della Federazione Cooperativa Agricola di Albenga avevano saputo costruire sin dal 1906, data di nascita della Federazione che, in piazza Corridoni, raccoglieva le primizie, verdura e frutta, che lo sviluppo agricolo della Piana (grazie anche alle moderne “stufe”, le serre in legno e vetro, oggi veri pezzi di antiquariato) e dei trasporti stava portando sui mercati del Nord Italia. Del gruppo di fondatori dell’Ortofrutticola facevano parte: Bolla, Cravino, Bozzano, Enrico, Rapa, Stalla, Montano, Benardi, Ardissone, Enrico G.B., Calvi, Pino.
La vera guida carismatica del gruppo di “ribelli”, quello che aveva avuto il coraggio di rompere il silenzio, denunciando la corruzione rischiando la galera e l’esilio, fu Vazio, fondatore e primo presidente dell’Ortofrutticola. La cooperativa non aveva niente: ne’ sede, ne’ tantomeno personale ma solo tanto entusiasmo a tanta voglia di fare. Vazio chiese allora aiuto alle Suore Cappuccine prima e a Don Barbera, parroco del Sacro Cuore, poi. Sono loro che ospitarono gli agricoltori per le necessità di stoccaggio delle merci e di sede per la partenza delle spedizioni. Le sistemazioni provvisorie si protrassero fino al 1945 anno in cui gli amministratori della Cooperativa, dopo molti sforzi, riuscirono ad avere in affitto alcuni vecchi locali in via Genova. Pochi anni dopo si ritrasferisce nella sede della Federazione, in quella che oggi è piazza Corridoni. Le lunghissime file di carri in attesa della pesatura nel piazzale retrostante l’attuale cinema Astor giungono addirittura al di là del ponte in ferro sul Centa. l’Ortofrutticola, passata la difficoltà della ricostruzione, è in espansione e la vecchia sede, che la gente chiama «A Federasiun», incomincia a diventare stretta. Si inizia allora a parlare di trasferimento. Verso la fine degli anni Sessanta, presidente Luigi Gin Bruzzone, si decide l’edificazione in via Dalmazia. 


All’inizio degli anni Settanta la nuova sede è una realtà. Due decenni e anche la sede di via Dalmazia è piccola per la cooperativa che accanto alla commercializzazione dei prodotti agricoli della Riviera affianca il magazzino prodotti e la vendita al dettaglio dell’agroalimentare. Si progetta e nasce la nuova sede di Bastia, dove sabato 17 dicembre l’Ortofrutticola si festeggeranno i 75 anni di vita.

Per celebrare l’importante traguardo la Cooperativa ha deciso di organizzare una giornata speciale, aprendo il suo negozio con orario continuato fino alle 18. Il programma della giornata prevede un aperitivo con buffet alle 11:,30; i canti di Natale con il coro dei bambini di Leca dalle 14,30 ed a seguire una merenda con cioccolata calda, panettone e spumante per gli intervenuti. Un piccolo omaggio in ricordo della giornata verrà regalato a tutti i partecipanti.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…