Albenga ricorda don Antonio Balletto, amico di don Gallo e rivoluzionario della fede

Era arrivato ad Albenga per “punizione”, per contrasti con l’allora cardinale di Genova Giuseppe Siri. Don Antonio Balletto, genovese, classe 1930 (e proprio a Genova morirà il 2 marzo 2008)  divenne sacerdote dopo aver studiato Teologia a Torino. Arrivò in punta di piedi, affittando un alloggio di via Trieste, e frequentando il Sacro Cuore guidato da un altro grande sacerdote, don Alessandro Sappa (anche lui, se vogliamo, in un rapporto non facile, fatto di stima e scontro, con il suo vescovo, monsignor Alessandro Piazza). Don Balletto e don Sappa (entrambi nominati monsignori alla fine della loro carriera ecclesiastica), si trovarono subito sul piano teologico e di impegno sociale. Balletto raccolse attorno a se, quasi spinti da una calamita, un gruppo di giovani, non più adolescenti, che stavano vivendo il post ‘68, alcuni di loro nemmeno credenti. Una rivoluzione per una cittadina di provincia come Albenga che, nel racconto che sotto fa l’amico Mario Moscardini, dedica una giornata al don che ha regalato alla città il suo fondo librario.

BREVE BIOGRAFIA

Legato al mondo dell’editoria e del sociale, è stato anche opinionista de La Repubblica e docente a Genova e Piacenza. Premiato nel 2005 con il Grifo d’Oro, onorificenza che il Comune di Genova assegna alle personalità che hanno contribuito a diffondere il nome del capoluogo ligure nel mondo, è stato amico di don Andrea Gallo, con il quale ha condiviso battaglie progressiste di eguaglianza sociale. Negli anni settanta si ritirò ad Albenga, dopo contrasti con l’allora arcivescovo di Genova cardinale Giuseppe Siri. Presidente negli anni novanta del Forum del Terzo settore di Genova e della Liguria, si schierò agli inizi del terzo millennio contro gli interventi militari italiani in Iraq e in Afghanistan. Ha collaborato con la casa editrice Marietti (una fra le più antiche d’Italia, essendo stata fondata a Torino da Giacinto Marietti nel 1820), fino a diventarne presidente. Sotto la sua direzione, la casa editrice ha ampliato il proprio settore editoriale oltre l’ambito classico storico e filosofico, rivolgendo la propria produzione alle religioni monoteiste quali quella ebraica e quella islamica. E’ stato, per un breve periodo, nel Cda della cassa di Risparmio di Genova e Imperia su indicazione della Curia genovese.

IL RICORDO DI MARIO MOSCARDINI

Don Antonio Balletto arrivò ad Albenga negli anni Sessanta,  in una sorta di esilio spirituale dopo i contrasti con la curia genovese del tempo. La sua presenza fu per la città di Albenga una ventata di cultura di portata notevole. I giovani albenganesi di cui si circondò con amorevole affetto appresero da Don Balletto un genere di vita intellettuale nuova, diretta, diversa dall’accademico ‘ipse dixit’ che allora imperava nelle scuole liceali e nei corsi universitari. Don Balletto diede alle giovani generazioni del tempo l’immagine di una cultura basata sull’abbattimento dei muri che isolano i singoli nelle loro roccaforti individuali ed egoistiche e aprì le loro menti alla conoscenza del pensiero altrui, al riconoscimento del diverso, come un ampliamento, un arricchimento indispensabile al proprio bagaglio etico e morale, una disposizione mentale che venne in seguito chiamata con il termine di “dialogo”. E Don Balletto fu veramente uomo e sacerdote del dialogo, capace di accettare e far accettare le idee di ognuno senza pregiudizi preconcetti. Una profonda lezione morale che quei giovani albenganesi, sia credenti, sia non credenti, hanno portato con sé nella loro vita di uomini come un principio fondamentale  del loro impegno civile. Anche quando Don Balletto ritornò nella sua Genova non dimenticò l’intensa esperienza umana vissuta ad Albenga e lasciò il suo considerevole patrimonio librario, 20.000 volumi di teologia, filosofia e storia, alla biblioteca civica, dove sono conservati in un apposito fondo.

Il 17 marzo 2018, alle ore 16, la figura di Don Balletto, nel decennale della morte, sarà rievocata nell’auditorium San Carlo di via Roma ad Albenga, per iniziativa dell’Amministrazione Comunale, rappresentata in modo fattivo dall’Assessore alla Cultura Alberto Passino, del Centro di Studi Don Balletto, della Fondazione Gian Maria Oddi, con la partecipazione dell’Associazione Vecchia Albenga e dell’Unitre Ingauna. Dopo la relazione introduttiva di Gerardo Cunico, professore ordinario dell’Università di Genova, seguirà  la presentazione della pubblicazione di Martina Isoleri: “Don Antonio Balletto e la sua biblioteca” (ed. Del Delfino Moro). La dottoressa Carlotta Cerrato illustrerà la catalogazione del Fondo Don Balletto donato alla Biblioteca Civica “S. Comanedi”. Le Autorità del Comune di Albenga, che hanno intitolato alla memoria di Don Balletto la Sala Conferenze della Biblioteca, provvederanno alla inaugurazione della targa a lui dedicata che recita: “Sala Don Antonio Balletto – Sacerdote del dialogo, teologo ed editore – alla Città di Albenga ha donato la sua cultura e il suo patrimonio librario raccolto in queste sale”.  

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...