Albenga riscopre le zuppe, protagonista il minestrone

Terzo appuntamento, mercoledì 6 dicembre alle 20,30 ad Albenga, con la serate organizzate da Ratatuja 2.0 e dedicate alle zuppe tradizionali.

Questa volta tocca ad un classico della cucina ligure, il minestrone, declinato in due versioni: quella classica, con i “tocchetti” di verdura, pesto e brichetti (spaghetti spezzati, per chi non conoscesse la lingua ligustica), e una versiona più edulcorata, un passato con crostini. Il tutto (entrambe le versioni) con un filo d’olio verzellino (chi non sa il significato del termine lo vada a vedere sul dizionario Ligure-Italiano) e una macinata di pepe. Come sempre il “teatro enogastronomico”  sarà l’Osteria Fino alla lisca di viale dei mille, ai fornelli Claudio De Leo e Nicola Lavagna (patron del locale) in una sfida che si concluderà solo a primavera inoltrata.
Proprio Claudio De Leo commenta le prime serate della rassegna: “Siamo arrivati alla terza serata “Zuppe e Minestre”, stiamo procedendo bene, i commensali rispondono positivamente all’iniziativa. Cerchiamo di fare cene a tema con prodotti rigorosamente di qualità con costi molto contenuti (4 antipasti, 2 varianti di portata principale e dolce, compreso acqua e caffè a prezzo fisso di 15 euro), porzioni abbondanti e il vino si  sceglie  a parte tra le proposte della serata o dalla carta del locale. L’idea di proporre i gusti classici di una volta, senza orpelli o aggiunte scenografiche credo stia funzionando. In verità dobbiamo necessariamente migliorare sui dolci, nota per ora dolente, ma con buoni margini di miglioramenti”.
Per concludere un detto tradizionale ligure: “Chi attasta o menestron ‘na votta o no va ciù via da Zena” (Chi assaggia il minestrone una volta, non va più via da Genova).

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…