Albenga, Su la Testa dice no alla violenza sulle donne

Al Festival Su la Testa di questo fine settimana lo Zonta Alassio-Albenga porterà più di 100 uomini sul palco, tutti insieme a dire no alla violenza sulle donne. Nessun allarme stabilità per le strutture: si tratta della sequenza di fotografie fatte per la campagna di sensibilizzazione He for She lanciata dalle Nazioni Unite-Donne. La presidente Sandra Berriolo: ”Lo Zonta ha voluto riprendere ciò che è stato fatto con testimonial nazionali ed internazionali per fare una azione locale, fotografando la virtuale dichiarazione di uomini della zona, più o meno conosciuti. Le giornate Internazionali “antiviolenza” non sono solo il 25 novembre ma continuano fino al 10 dicembre, ecco perché l’ospitalità del Festival per noi è preziosa e cade nel periodo giusto”.Il segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon ha detto: “Sta finalmente crescendo a livello globale la consapevolezza che la violenza contro donne e ragazze rappresenti una violazione dei diritti umani, un’epidemia per la sanità pubblica ed è un serio ostacolo allo sviluppo sostenibile. Tuttavia, possiamo ancora fare molto per trasformare questa consapevolezza in una risposta significativa e in attività di prevenzione”.

La violenza sulle donne e sulle bambine resta una delle più gravi forme di violazione dei diritti umani nella molteplicità di forme in cui si attua: fisica, psicologica, sessuale sia in ambito familiare, che nella comunità, la violenza legata allo sfruttamento, le molestie sul lavoro, la tratta delle donne, la prostituzione forzata e tanti altri fenomeni, spesso realizzati con modalità anche subdole, senza distinzione di età. Eliminare la violenza e costruire la parità di genere sono parte di un orizzonte di cambiamento dei percorsi di sviluppo sociale, economico, culturale.

Ivana Sarotto, Area Director di Zonta Italia Nord Ovest: “È fortemente necessario che nelle famiglie, nella scuola si educhi a sviluppare relazioni rispettose e paritarie e a saper controllare le proprie emozioni e frustrazioni. Dobbiamo impegnarci tutti insieme uomini e donne per cambiare la società, i nostri modelli culturali, le nostre rappresentazioni, le forme di linguaggio, le nostre abitudini, il nostro modo di stare al mondo e relazionarci con le differenze di genere, imparando a rispettare l’altro. La parità di genere non è una questione solo delle donne, ma è una questione di donne e uomini. L’uomo finalmente sta iniziando a diventare protagonista delle battaglie per la parità di genere e questo è un grande passo in avanti anche grazie alla campagna HeForShe delle Nazioni Unite, l’uomo al fianco della donna, insieme protagonisti del cambiamento”.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…