Albenga vuole trasformare il complesso di San Domenico in polo museale

San Domenico di Albenga, antico centro di spiritualità e di cultura Potrebbe tornare presto ad essere fulcro culturale non solo albenganese ma rivierasco più in generale.Vent’anni fa l’Istituto di Studi Liguri l’Istituto proponeva il recupero delle strutture dell’ex convento di San Domenico e il suo restauro per farlo diventare il polo museale cittadino. Una proposta che aveva riscosso grande successo. L’allora sindaco Angelo Viveri faceva suo il progetto e impegnava nel bilancio comunale una notevole somma per l’inizio dei lavori, da portare avanti con celerità. Impegno poi ripreso dall’amministrazione guidata da Mauro Zunino. Poi l’impegno è scemato sino all’attuale Amministrazione dal sindaco Giorgio Cangiano che ha ripreso quella proposta. Il restauro del complesso di San Domenico è un progetto che porterebbe Albenga ad avere finalmente una sede museale degna della sua storia e delle sue tradizioni; Albenga infatti pur possedendo un patrimonio storico artistico straordinario è l’unica tra le città del Ponente a non avere ancora un grande museo modernamente organizzato. La creazione in San Domenico del museo, oltre che recuperare un monumento che ha avuto un forte valore nella storia di Albenga, porterebbe infatti a radunare in una cornice già di per sé di valenza monumentale, tutti i reperti che sono ancora dispersi in piccole sedi, e nei depositi; come già è avvenuto, sempre a cura dell’Istituto di Studi Liguri, con i sistemi museali di Ventimiglia, Finale e Savona. Il convento infatti, esclusa la parte già chiesa, è quasi tutto di proprietà comunale e presenta una struttura ampia e agevolmente adattabile a museo. Il suo restauro avrebbe anche come scopo non solo il recupero di un monumento che ha avuto grande valore spirituale e culturale, ma la rivitalizzazione di un quartiere cittadino, quello di San Siro, finora un po’ abbandonato ed escluso dai circuiti turistici. Terzo insediamento domenicano in Liguria dopo quelli di Genova e di Sarzana, fondato intorno al 1288, il complesso di San Domenico è stato per cinque secoli un centro di grande spiritualità e di cultura, dove avevano cappelle e sepoltura importanti famiglie cittadine e dove vivevano frati anche di provenienze lontane; convento legato culturalmente a personalità domenicane di tutta Europa.

Ora la storia e il futuro di San Domenico sono in un volume, stampato grazie al contributo della Fondazione De Mari, che sarà presentato martedì 20 gennaio, alle 16,30, in Palazzo Peloso Cepolla da Vincenzo Tiné, Soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, da don Alberto Casella e Antonio Rolandi Ricci. Il volume riunisce i contributi di studiosi che hanno collaborato con l’Istituto di Studi Liguri al fine di salvare e valorizzare San Domenico, monumento dimenticato di Albenga.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…