Albissola ricorda i 60 anni dell’Internazionale Situazionista con un intervento di Donatella Alfonso

Martedì 11 luglio a Casa Jorn, dalle 20, aperitivo e Multimedia Talk su UNa imprevedibile situazione. La nascita dell’Internazionale Situazionista, con Donatella Alfonso e Carlo Freccero. L’Estate a Casa Jorn 2017 incrementa gli appuntamenti culturali dedicandoli idealmente ai sessant’anni dalla nascita dell’ Internazionale Situazionista (1957), movimento d’avanguardia radicale che unì esponenti dell’Internazionale Lettrista e del Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista, del quale Jorn fu tra i principali promotori. A seguire, in occasione dei sessanta anni dalla fondazione del movimento internazionale situazionista, la galleria il Bostrico di Albissola Marina, inaugura alle 22,30 la mostra “Omaggio situazionista”. L’esposizione durerà fino al giorno 30 luglio.Donatella Alfonso, giornalista di Repubblica e saggista, è autrice del libro Un’improbabile Situazione (Il Melangolo, 2017) mentre Carlo Freccero è esperto di comunicazione e media, autore televisivo e saggista, membro del Consiglio di Amministrazione della RAI. Saranno inoltre presenti per partecipare al dibattito diversi storici e studiosi liguri, esperti dell’Internazionale Situazionista. A Donatella Alfonso abbiamo chiesto di raccontare per questo blog il suo libro:
 A volte, come asseriva una vecchia réclame (il linguaggio dei tempi è d’obbligo) , basta la parola per identificare un luogo, un tempo, una situazione. Ecco nel caso dei Situazionisti, forse la parola – e la curiosità perché, ancora una volta tutto sia partito dalla Liguria, anzi dal suo estremo ponente – è stata quella che mi ha spinto ad andare a cercare di capirne di più di questa mitica (o mitizzata?) avanguardia artistica e culturale che, partendo da un incontro tra amici annaffiato da buon vino a casa di una coppia di sposi novelli in un paesino delle Alpi Marittime, poi pomposamente tramandato come Conferenza di Cosio, è diventata una corrente rivoluzionaria che non solo ha portato il nome nelle strade infiammate del ’68 parigino, ma è rimasto a segnalare qualcosa di fuori dalle righe, di imprevisto e imprevedibile. Ed è così che è, un passo per volta, un incontro dopo l’altro, in città diverse, con scambi di parole e di sguardi, di mail e di visite, letture di documenti e sacri libri, è arrivato a nascere “Un’imprevedibile situazione. Arte, vino, ribellione: la nascita del Situazionismo”, edito da Il Melangolo.

Cosio d’Arroscia, ci siete mai stati? Merita, perché ha case e vicoli in pietra, stradine irte, una bella festa delle erbe e della lavanda, e perché è lì che è nato Piero Simondo, il pittore che nel luglio del 1957, novello sposo, accolse insieme alla moglie Elena Verrone quel gruppo scompaginato di amici. Guy Debord e Michèle Bernstein, coppia di intellettuali francesi, Ralph Rumney, artista inglese che fotografa tutti, innamoratissimo della sua nuova compagna Pegeen Guggenheim, la figlia della più famosa collezionista d’are americana. E poi Asger Jorn, visionario artista danese, il giovanissimo Walter Olmo, musicista geniale che fa preoccupare la mamma e Pinot Gallizio, farmacista di Alba dai multiformi interessi, che si è fatto teorico dell’arte, ma di quella industriale, che si vende a metri. In quei pochi giorni, tra una bevuta e l’altra, nasce – e in un certo senso già deflagra – quella provocazione artistica e culturale che sarà l’Internazionale Situazionista. Nel mio racconto sono state le parole di Simondo, il testimone di quei giorni, a fare da filo narrativo; poi, ci sono le storie degli altri. Perché, prima ancora che essere intellettuali e maȋtres-à-penser , sono giovani di venti-trent’anni che sentono l’urgenza di cambiare il mondo. Nelle loro vite, non sempre ci sono riusciti, ma sessant’anni dopo resta fondamentale la frase c on cui ralph Rumney racconta quei giorni (e il 29 luglio a Cosio ci sarà una serie di eventi, compresa l’inaugurazione di Casa Simondo, con una raccolta di opere del pittore, e il non-convegno situazionista): “Eravamo pazzi, ma avevamo ragione”. 

DONATELLA ALFONSO



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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…