Aldo Turinetto, l’alpino di origine torinese che ha fatto conoscere Albenga in tutta Italia 

Centinaia di migliaia di persone, molte anche liguri, genovesi soprattutto, abbinano il nome di Aldo Turinetto ad una delle caserme di Albenga dove, sino ad una decina di anni fa, i giovani che dovevano svolgere il servizio militare venivano preparati, il CAR, insomma, il primo periodo di naia. Un posto dove i diciottenni venivano addestrati e, dopo un mese (all’inizio i mesi erano tre) inviati ai reparti di destinazione definitiva. Il rapporto tra Albenga e le caserme meriterebbe un post a parte, e non è escluso lo faremo in futuro, ma al momento limitiamoci a raccontare la figura di Aldo Turinetto, figura sconosciuta anche a molti albenganesi. Un ringraziamento a Prospero Roveraro che ha suggerito il tema. Un tema tutto sommato difficile, in rete il nome Aldo Turinetto è abbastanza indicizzato ma si parla della caserma.

La biografia più attendibile mi sembra quella che vi propongo, scritta dal professor Simonetti nel suo libro “Storia di Cumiana” (il comune torinese da dove arrivava il papà di Aldo mentre la madre era probabilmente della Valle Arroscia) del 1982: “Il S. Tenente Aldo Turinetto nacque ad Albenga il 19 marzo 1919 da Paolo e Angiolina Maglio. Compiuti gli studi elementari e ginnasiali nella sua città natale, frequentò i corsi da Allievo alla Scuola Militare di Milano dal 1935 al 1938 e poi l’Accademia di Modena “Corso Carattere” negli anni 1939-1940, meritandosi la promozione a S. Tenente nel giugno 1940 e l’assegnazione al glorioso 3° Reggimento Alpini, Suo Ideale, prestando giuramento nel successivo mese di agosto. Frequentò quindi la Scuola di Applicazione di Parma sino alla fine del maggio 1941. Venne scelto a partecipare al Corso Rocciatori ad Aosta ed a Cortina d’Ampezzo. Indi ritornò al Suo 3° Alpini. Il 14 dicembre 1941 venne inviato in Montenegro. Quattro giorni dopo ebbe il battesimo del fuoco. Il S. Tenente Turinetto si comportò da fiero, valoroso soldato al Comando del Plotone Esploratori e venne proposto per una ricompensa al Valor Militare. Per tutto l’inverno con i suoi Alpini percorse quei desolati monti esposto giorno e notte agli insidiosi agguati, alle imboscate, sempre per Sua richiesta primo fra tutti nelle azioni più rischiose, a tu per tu con la morte, tenendo sempre alta la Sua Fede, il Suo entusiasmo, il Suo fulgido esempio di alte virtù militari. Il Suo olocausto a quota 852 dell’Uzdomir (Niksic) sulla quale egli giunse primo in un’infernale azione di fuoco nemica significò non solo la conquista dell’importante posizione strategica ma anche, per testimonianze portate dai superstiti, la salvezza dell’intero battaglione che, in fase di attacco, si era trovato in critica situazione. Per questo eroico gesto in cui egli cadde per la Patria, gli venne concessa la medaglia d’oro al Valor militare, con la seguente motivazione: ‘Comandante di plotone, durante un attacco contro un’importante posizione fortemente presidiata, si slanciava all’assalto alla baionetta e con le bombe a mano alla testa dei suoi alpini e, superato con irruente impeto un tratto di terreno scoperto violentemente battuto dal fuoco di mitragliatrici nemiche, giungeva per primo sulla posizione contesa. Contrattaccato, benché ferito continuava nella lotta. Esaurite le munizioni, si slanciava su di un avversario e, strappatogli di mano il fucile, manovrando questo a modo di clava, continuava con i pochi superstiti nell’accanita resistenza finché, colpito a morte, immolava eroicamente la vita alla Patria. Quota 852 Niksic (Balcania) 5 Maggio 1942”.

La motivazione testé citata si trova anche sulla lapide apposta nell’atrio del municipio di Cumiama. La caserma di Albenga è intitolata alla memoria di Aldo Turinetto, così come la sezione degli ex alpini di Cumiana.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…