Alla scoperta dei Forti di Vado e Bergeggi

I Forti di Vado e Bergeggi è il titolo dell’escursione organizzata per domenica 26 novembre dall’associazione culturale Entroterra. Ritrovo: Vado Ligure, via Rossini alla partenza del sentiero (Veneta Cucine, Sea Art Hotel), ore 9.30. Difficoltà: Media (E), dislivello 400 m. circa, lunghezza 7 km. circa tra andata e ritorno. Indossare calzature adatte (scarpe da trekking o comunque con suola non liscia); per chi è abituato ad usarli, sono utili i bastoncini da trekking. Info: +39 333 8771184

Il Capo di Vado è caratterizzato dalla presenza di una linea difensiva di fortificazioni, volute dalla Repubblica di Genova a difesa della rada di Vado e della costa, costruite tra il XVII e il XVIII secolo. L’imponente forte di San Giacomo, appena sopra al porto, fu edificato dal 1757 sostituendo una precedente fortificazione (San Lorenzo). Si prende quota velocemente con una scaletta e poi un sentiero su terreno in erosione, ragno di daini e capre selvatiche. Giunti al crinale, compaiono i muri residui del forte Santo Stefano, corrispondenti a due dei quattro bastioni originari; fu il primo forte, progettato nel 1614 ed originariamente collegato a San Lorenzo attraverso un cammino coperto. A poca distanza, la Batteria o Forte San Sebastiano. Si attraversa quindi un boschetto di querce da sughero, essenza arborea non comune in Liguria, e si torna a salire verso un punto panoramico eccezionale su Bergeggi e la costa fino a Capo Noli, punto di lancio dei parapendisti. Nelle vicinanze sorge il Forte Sant’Elena, preso di mira dai vandali.

Si affronta quindi un’ultima salita al Monte Sant’Elena, dove sono presenti i resti di un Castellaro antico. Il sito è sito è stato scoperto nel 1981 quando un incendio azzera la vegetazione sull’altura, ed una nevicata “pulisce” il terreno, portando alla luce una serie di frammenti ceramici. Gli scavi sono stati condotti tra il 1982 e il 1985 e poi di nuovo tra il 1999 e il 2005. Dai primi scavi emerge che il sito fu frequentato in epoca preromana, e che dopo la costruzione di un grosso muraglione di protezione assunse la funzione di castellaro. Gli scavi successivi evidenziano frequentazioni più antiche, dell’Età del Bronzo, del Neolitico e del Mesolitico. Il percorso di discesa segue il crinale del Bricco Bianco, in vista di San Sebastiano e Santo Stefano, per fare ritorno al punto di partenza. Sentiero tanto suggestivo quanto (purtroppo) degradato a causa di recenti incendi.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…