Alla scoperta dei ponti della Val Quazzola a Quiliano

Quiliano…un territorio da scoprire è il titolo di una passeggiata organizzata per oggi, sabato 16 settembre, dal Gruppo escursionistico La Rocca. Tema della passeggiata i Ponti romani della Val Quazzola. Alle 14,45 ritrovo in piazza Costituzione, di fronte alla biblioteca civica e alle 15 partenza camminata. Rientro alle 18 circa. Accompagnatori saranno Cristian Alpino e Nico Cassanello. I partecipanti dovranno essere attrezzati con scarpe da trekking o tennis e abbigliamento comodo.                                               L’attraversamento del torrente Quazzola, affluente del Quiliano, che scorre nella valle era facilitato in età romana da numerosi ponti, il cui impianto originario si colloca tra il I e il II secolo d.C.: oggi se ne conservano cinque, di cui due ancora carrabili e tre a livello di rudere, ma si ha memoria di almeno sette ponti che attestano l’importanza strategica di questo corridoio tra gli Appennini e il mare gravitante sul Portus Vadorum (l’odierna Vado Ligure). Salendo nella valle da Quiliano si incontra, in località Ricchini, il primo ponte conservato, mentre non più rintracciabili sono altri ponti originariamente posti all’ingresso della vallata. L’ardita struttura in pietra che valica il torrente costruito su di una profonda e stretta forra ripropone la tipologia detta gallo romana ad un’unica arcata e ghiera sottolineata da doppio ordine di conci in pietra scistosa, con rivestimento in petit appareil costituito da quadrelli litici non del tutto regolari. Particolarmente possente il muro di sostruzione della strada lato valle, che raggiunge una lunghezza di oltre 10 metri.

Le tracce di continue riparazioni e di rattoppi in laterizi sono indicative della valenza della strada.

Il secondo ponte conservato in località Volte appare contenuto in una struttura metallica eseguita alla ne del secolo scorso per mitigare le sollecitazioni dovute al transito dei mezzi sull’arco del ponte, che presenta estradosso esposto. La spalla destra, segnata da buche pontaie, mostra pesanti e disorganici rifacimenti in pietrame diverso e laterizi. Entrambi i ponti presentano gravi lacune e danneggiamenti causati dalla drammatica alluvione del settembre 1992. Nell’alveo del torrente si possono scorgere i resti di un ponte crollato, mentre altre strutture sono state messe in luce con indagini archeologiche e documentate su affluenti minori del torrente: una in loc. Ca’ Nova, sotto Cadibona, sul modesto Rio Galli, l’altra sul rio Scarroni. 

La val Quazzola, detta Valle dei Tecci per i caratteristici essicatoi da castagne, stretta valle montana tra Cadibona e Quiliano, era percorsa da uno dei tratti più impervi della via Aemilia scauri, poi iulia Augusta. 

 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…