Alla scoperta della Genova prima dei Rolli

Si terrà domenica 8 gennaio alle 15 l’appuntamento “Genova prima dei Rolli”, un itinerario per gli appassionati di architettura medievale, e non solo, proposto da Enjoy Genova, la nuova proposta di turismo culturale a cura di Cooperativa Archeologia (www.enjoygenova.it). Attraverso i vicoli del centro storico, un esperto condurrà i partecipanti a rintracciare quel che resta degli edifici del XIII secolo: le torri costruite come metro di potenza delle famiglie cittadine e in seguito demolite o inglobate nei palazzi attigui. Una vera e propria caccia al tesoro nei vicoli con lo sguardo rivolto verso l’alto.

Il percorso, della durata di due ore, si snoderà attraverso il cuore del centro storico a partire dai Giardini Luzzati di piazza S. Donato, per concludersi in Palazzo Ducale, sede del potere cittadino. Il complesso sistema dei Rolli, patrimonio Unesco dal 2006, è legato ai ricchi palazzi nobiliari del XVI secolo; è ormai riconosciuto come una delle maggiori attrattive della città e meta culturale e turistica, tanto che nel 2016 sono stati 90 mila i visitatori di questo particolare sistema residenziale nobiliare, ufficializzato nel 1576 da un Decreto del Senato che promulgava l’elenco ufficiale dei palazzi (elenco degli Alloggiamenti pubblici o Rolli), riconoscendone il particolare pregio, e obbligava i proprietari a ospitare, a turno, visite di stato, in assenza di un palazzo reale. Ma Genova, come tutte le città italiane, non è di una sola epoca. La stratificazione della storia delle città, dal periodo pre-romano fino alla contemporaneità, è una delle vere anime dei borghi, delle città della penisola. Non la cristallizzazione di un momento, ma il suo farsi e disfarsi, nei secoli. Con questo percorso attraverso gli stessi vicoli del centro storico si vuole far scoprire la città che c’era prima, nei secoli del Medioevo, rintracciandone le persistenze nella realtà attuale.

Dicono gli organizzatori: “L’architettura urbana della Genova del XIII secolo vedeva la città, entro il suo circuito murario, divisa in “alberghi”, agglomerativi abitativi e produttivi appartenenti a potenti famiglie quali gli Embriaci, i Colonna, i Giustiniani o i Sauli. Come per le altre città medievali erano le torri, possenti edifici sviluppati in altezza, a costituire il metro di misura di potenza e ricchezza, mettendo talvolta a rischio la statica. Fu questo uno dei motivi, oltre all’affermazione della crescente importanza delle istituzioni comunali rispetto alle famiglie cittadine, che portarono dalla fine del XII secolo alla graduale “scapitozzatura” delle torri. Col passare dei secoli molte di queste sono state demolite, inglobate nei palazzi attigui o hanno modificato la loro funzione; oggi solo alcune sono ancora visibili, e bisogna cercarle come in una caccia al tesoro inoltrandosi nei vicoli con lo sguardo rivolto verso l’alto. Sarà possibile vedere dalla Torre Embriaci, la più alta (165 palmi), unica sopravvissuta all’ordinanza del 1196 che imponeva la riduzione dell’altezza a 20 metri (80 palmi) di tutte le torri cittadine, a torre Maruffo, fusa nel tessuto urbano della città, fino alla Torre Grimaldina di Palazzo Ducale, che nasce come torre di difesa all’interno delle mura del X secolo, e diventa parte del palazzo di Alberto Fieschi, prima sede del Comune, simbolo del potere comunale prima e dogale poi, a lungo con funzioni di carcere”.

Prezzo della visita euro 12, prezzo speciale riservato ai soci Coop o abbonamento AMT euro 10, bambini euro 6. Prenotazione obbligatoria al 335 1278679 e a turismo@archeologia.it

Per ulteriori informazioni www.enjoygenova.it

CALENDARIO DEI PROSSIMI EVENTI

Domenica 15 gennaio 2017 alle 10. Chiavari antica, storie nascoste sotto i portici. Partenza da Stazione Ferroviaria di Chiavari. Durata 2 ore. Prezzo della visita euro 12
Una passeggiata lungo i portici medievali, luogo ideale per una visita in qualsiasi condizione atmosferica. Sulla piana alluvionale del fiume Entella sorge Chiavari, fondata nel XII secolo, come dimostrano i documenti scritti e i ritrovamenti delle mura antiche, di cui ancora rimangono i resti nel centro storico. Ma le indagini archeologiche ci dimostrano una Chiavari ben più antica, con la scoperta di una necropoli preromana dell’VIII e VII secolo a.C. A cura della cooperativa Terra-Mare.

A cura della cooperativa TerraMare

Domenica 22 gennaio 2017 alle 15. Sestri Levante, Antiche miniere e minatori. Museo Archeominerario di Castiglione Chiavarese – MuCast, via Mazzini 20, loc. Masso, Castiglione Canavese, Sestri Levante. Durata 2 ore. Prezzo della visita euro 10. Eventuale trasporto navetta minimo 8 persone andata e ritorno dalla stazione di Sestri Levante euro 7,5. A cura della cooperativa TerraMare

Il Museo archeominerario di Castiglione Chiavarese – MuCast si trova in località Masso, frazione del Comune di Castiglione Chiavarese, a circa 20 minuti di auto da Sestri Levante. Con la guida sarà possibile scoprire la storia della produzione mineraria, calandosi nell’età del rame, toccando l’epoca tardoantica/bizantina e arrivando fino all’età moderna. A Masso gli scavi archeologici hanno infatti dimostrato che si tratta della più antica miniera di rame dell’Europa occidentale. A cura della cooperativa Terra-Mare.

Domenica 29 gennaio 2017 alle 15. Memorie dal sottosuolo, Archeometro, Area Archeologica Giardini Luzzati, piazza Giardini Luzzati
Durata 100 minuti. Prezzo della visita euro 12, prezzo speciale riservato ai soci Coop o abbonamento AMT euro 10, bambini euro 6. Prezzo speciale aperitivo di 5 euro per i partecipanti alla visita. A cura di Cooperativa Archeologia

La storia perduta della Genova archeologica, ritrovata attraverso gli scavi archeologici e ora visibile nelle stazioni della metropolitana grazie ad ArcheoMetro, ossatura portante del “Museo Archeologico Diffuso di Genova”. Cooperativa Archeologia ha eseguito gli scavi archeologici lungo tutta la tratta metropolitana, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia della Liguria, AMT e Comune di Genova. Memorie dal Sottosuolo è una proposta per i genovesi e per chi vorrà essere genovese per un giorno, per raccontare, con le nostre guide archeologiche, questa parte di storia perduta e poi ritrovata in occasione dei lavori per lo sviluppo di una nuova città.

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…