Altare, Villa Rosa restaurata per fare più bello il Museo del Vetro

Un finanziamento del valore di oltre 100 mila euro, finalizzato al restauro conservativo delle strutture esterne di Villa Rosa, sede del Museo dell’Arte Vetraria Altarese. Un accordo firmato nei giorni scorsi ad Altare tramite il quale il Polo Museale della Liguria finanzierà una nuova campagna di interventi conservativi e di manutenzione per la palazzina sede del Museo di Altare, tra i meglio conservati esempi dello stile liberty nel savonese.
 «Ringraziamo il Polo Museale e la sua direttrice, Serena Bertolucci, che ci ha sostenuto nel raggiungere questo importante risultato-dice il presidente dell’Istituto per lo Studio del Vetro e dell’Arte Vetraria di Altare, Gianluigi Pantaleo-. Il 3 novembre, giornata fissata per l’apertura del cantiere, partirà un pacchetto di importanti lavori, soprattutto in vista dell’imminente stagione invernale. Lavori che andranno a risolvere diverse problematiche, legate in parte agli eventi alluvionali dell’autunno 2016 ed in parte a danni dovuti all’usura del tempo». I lavori, che prevedono una spesa complessiva di 125 mila euro, si concentreranno sulla parte esterna, oltre che sui serramenti lignei, le finestre e i bow window del primo e secondo piano. «Abbiamo mantenuto un impegno che avevamo assunto tempo fa, a seguito della prima visita al Museo di Altare- dichiara la direttrice del Polo Museale della Liguria, Serena Bertolucci-. Questi lavori hanno rappresentato sin da subito, per il nostro Polo, una delle priorità. Riteniamo che questi siano risultati concreti per un sistema museale di pregio e diffuso sul territorio come quello ligure, una rete capace di sostenere non solo le grandi realtà, ma anche musei piccoli ma preziosi come quello di Altare».

 Progettata dall’ingegnere savonese Nicolò Campora, attento alle innovazioni tecniche e stilistiche nel campo dell’architettura internazionale, Villa Rosa fa parte di una serie di edifici liberty che si diffusero nel paese di Altare all’inizio del 1900, in gran parte ancora esistenti. Di tutte le realizzazioni in stile liberty ad Altare, Villa Rosa è quella che risulta più omogenea e stilisticamente rappresentativa. Committente del lavoro fu Monsignor Giuseppe Bertolotti, curato del paese per oltre sessant’anni: di origini umili e famiglia numerosa, il monsignore fece una brillante carriera ecclesiastica, rifiutando per altro la carica di vescovo vicario in San Giovanni in Laterano, a Roma, per rimanere nel piccolo paese ligure. Bertolotti viene ricordato, oltre che per i numerosi scritti teologici, per una serie di lavori di restauro e abbellimenti degli edifici ecclesiastici, oltre che per aver commissionato numerose costruzioni ad Altare, Savona, Cairo Montenotte e dintorni.

 Abitata già dal 1906, Villa Rosa fu adibita a dimora estiva della famiglia Saroldi, ma col passare del tempo venne utilizzata per periodi sempre più brevi. Sottoposta a tutela nel 1986, l’edificio fu acquistato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel 1992. Protratti per un decennio i primi lavori di restauro, nel 2004 Villa Rosa è stata riaperta al pubblico come sede del Museo dell’Arte Vetraria Altarese, acquisendo così un notevole rilievo per la cultura locale e un ruolo attrattivo nell’economia del paese e della Val Bormida.

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…