Andy Warhol, la pop art in Riviera

Abbiamo chiesto all’amico Claudio Almanzi un articolo su Andy Warhol, protagonista a 30 anni dalla morte di una bella mostra a Genova. L’abbiamo chiesto perchè Claudio fu testimone della vacanza che l’artista statunitense trascorse in Riviera tanti anni fa.
La bella mostra “Warhol, Pop Society”, a Palazzo Ducale (da venerdì 21 ottobre fino al 26 febbraio) è un dovuto omaggio da parte di Genova e della Liguria all’ artista newyorchese a trent’anni dalla scomparsa del grande artista che molti conobbero in occasione del suo soggiorno a Boissano. Quaratadue anni anni or sono infatti Andy Warhol, si aggirava nel caldo dell’estate per le vie di Loano in compagnia dei suoi amici più fidati il ginevrino Pierre Bonnard ed il newyorchese Alain Kirili, con i quali era ospite (per una grande mostra personale) del Centro Internazionale di Sperimentazioni artistiche Marie Louise Jeanneret di Boissano. Questo ricordo genovese, che presenta ben 170

opere del padre della Pop Art americana, è stato curato da Luca Beatrice. A Boissano già nei primi anni Settanta il Centro della famosa gallerista ginevrina, nipote di Le Corbusier, era meta fissa per grandi artisti: oltre ad Andy Warhol, Mario e Marisa Merz, Pistoletto, Mathieu, Oppenheim, Otth, Keizo, Moboulese, Bonnard, Manzoni, Albertini, Spoerri, Mondino, Rhol, Freund e tanti altri. Fu una esperienza fondamentale: vennero organizzate importanti collettive. Il piccolo centro dell’entroterra loanese sembrava diventato una delle mete obbligate per i grandi artisti contemporanei. Indimenticabili le grandi mostre dedicate a Picasso, Mirò, Giacometti, Fontana, Wahrol, Vasarely, Spoerri, Braque e Pistoletto, con gli inviati dei più importanti giornali che si precipitavano a Boissano per raccontare questo piccolo miracolo.

 A Boissano si respirava un ambiente d’arte di livello internazionale e sperimentale. Dal Centro sono passati nei quasi vent’anni di apertura più di duecento artisti ed architetti provenienti da tutto il mondo e Warhol è stato quello che più di tutti mise in moto i media: televisioni, radio, giornali di tutto il mondo parlando di lui fecero conoscere Loano e Boissano a tutti. 

                                                                           CLAUDIO ALMANZI

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…