Antonio dei Bagni Torino, quando a Ceriale il divertimento erano i tuffi

Lui si chiama Antonio Porpora, ma per tutti a Ceriale è stato, ed è tutt’ora, “Antonio dei Bagni Torino” figura storica della balneazione marina cerialese e piccolo mito della spiaggia. Antonio è stato il decano dei bagnini di Ceriale con la sua presenza dal 1956 al 1990 come bagnino stipendiato prima e poi gestore dei Bagni Torino situati proprio al centro di Ceriale e per noi, ragazzini cerialesi negli anni ’60, è stato il punto di riferimento fondamentale delle nostre estati.

Nato a Vico Equense in provincia di Napoli tra Sorrento e Castellammare di Stabia, Antonio Porpora arriva a Ceriale nella prima metà degli anni ’50 facendosi una posizione dopo qualche anno di fatica e sacrifici come quello di non avere neppure una casa mangiando all’interno dello stabilimento balneare e dormendo dentro una cabina.

Lavorando duro con impegno e costanza ecco che Antonio riesce a mettere su casa e famiglia e a gestire i Bagni Torino proprio negli anni in cui noi ragazzini di Ceriale ci affranchiamo dalla schiavitù genitoriale e ci dedichiamo alle estati al mare in una nuova e completa autonomia dalla quale nasce l’incontro e l’amicizia con Antonio.

Intanto, il trampolino dei Bagni Torino era a una giusta distanza dalla riva: abbastanza al largo per non prendere una capocciata sul fondo del mare quando ci si tuffava, ma abbastanza vicino per essere raggiunto a nuoto con sole poche bracciate partendo dall’ultimo punto dove si toccava. Inutile dire che molti di noi, me compreso, impararono a nuotare, senza l’ausilio di genitori o fratelli maggiori, percorrendo quei tre o quattro metri dopo aver fatto un bel respiro e con il batticuore mentre si sollevavano i piedi e ci si lasciava andare in avanti sbracciando verso il trampolino emulando l’amico che ce l’aveva fatta prima di te. Poi c’era la gioia, la felicità dell’impresa compiuta quando grondanti acqua si restava ridenti e aggrappati alle stanghe di ferro incrostate di mare e vischiose di alghe per qualche minuto prima di ripercorrere quei pochi metri verso riva sotto gli occhi attenti di Antonio.

Bisogna dire che Antonio qualche volta si arrabbiava pure, perché noi eravamo “abusivi”.

Noi, ragazzetti del paese, non eravamo certo clienti dei rinomati Bagni Torino dove venivano i turisti italiani e stranieri, ma lo eravamo della più proletaria spiaggia libera adiacente e quindi l’utilizzo di quel trampolino da parte nostra era un’invasione di campo che col nostro monopolio precludeva, a volte, il diritto di tuffo ai veri clienti dei bagni che lo trovavano occupato da una torma di ragazzini vocianti e probabilmente anche poco educati.

Antonio allora ci gridava di andar via, a volte fingeva persino di tirarci delle pietre e noi nuotando battevamo in ritirata verso la spiaggia libera vicina ben sapendo che il giorno dopo ci avremmo riprovato.

Ma non imparammo soltanto a nuotare nel mare dei Bagni Torino. Antonio ci affittava i mosconi, (ah, che rammarico non ricordare la tariffa oraria che racimolavamo mettendo ognuno un po’ di spiccioli) ed è così che imparammo anche a remare. I mosconi erano pesanti e a remi, non certo come i moderni pedalò o roba del genere, e vi potevano salire non più di tre persone, anche se una volta al largo e lontani dagli occhi di Antonio, raccoglievamo abusivamente l’amico che ci aveva raggiunto a nuoto per dare la possibilità anche a lui di tuffarsi in mare aperto dopo essere saliti in piedi sullo schienale del sedile.

Sempre in quegli anni, grazie ad Antonio dei Bagni Torino, compimmo un’altra impresa leggendaria: con due mosconi, tre ragazzi a bordo su ognuno, raggiungemmo da Ceriale l’Isola Gallinara in una lunga giornata di remi e di nuoto. Per qualche ora costeggiammo la riva fino dopo Albenga e la foce del fiume Centa per poi deviare verso il largo in un tratto di mare, dove dandoci il cambio ai remi, la scura imponenza dell’isola sembrava irraggiungibile. Poi l’urlo di gioia quando superando piccoli yacht alla fonda, barche e motoscafi, arrivammo a toccarne con le mani aperte l’umida scogliosità in piedi sul moscone dondolante a un metro dalla roccia. Poi facemmo il bagno, ci riposammo un po’, per poi tornare quando il sole cominciava a spostarsi verso le colline.

E ancora a proposito di quei mosconi Antonio, a volte, prima che venisse sera, raggiungeva noi ragazzi sulla spiaggia libera vicina intenti ad asciugarci dopo l’ultimo bagno e ci chiedeva aiuto per sollevare i mosconi adagiati sulla battigia fino a trasportarli un po’ più in su, dove un’eventuale mareggiata notturna non li avrebbe potuto raggiungere col rischio di trascinarli in mare. La forma di pagamento la conoscevamo già: l’agognato permesso di usufruire delle docce dei Bagni Torino dopo l’ultimo bagno della giornata.

E poi c’era il juke-box. I Bagni Torino ebbero uno dei primi juke-box del paese. Posizionato nei pressi dell’entrata sotto una tettoia ecco che propinava la musica dell’epoca ad ascoltatori assidui o di passaggio e ovviamente era sempre Antonio a cambiarci i soldi nelle monete (cinquanta lire una canzone, cento lire tre) da introdurre nella magica fessura di quel macchinario. Fu lì che ascoltai per la prima volta, e poi per mille volte, i Beatles e i Rolling Stones e non è detto che il mio viscerale e sproporzionato amore per la musica che mi ha portato anche a scriverne professionalmente non sia da attribuire a quell’imprinting.

Antonio aveva anche la fortuna di abitare in una palazzina del centro storico di Ceriale a pochi metri dai Bagni Torino. Uscendo dal portone gli bastava quel minuto per attraversare il lungomare per essere già sul posto di lavoro e lo ricordo ancora sul balcone, come il capitano di una nave che dall’alto scruta l’orizzonte, dominare con lo sguardo il suo “territorio” e osservare le condizioni del mare antistante.

Antonio Porpora oggi ha ottantasei anni e la fortuna di dimostrarne una decina in meno. Gira sovente per Ceriale in bicicletta, saluta tutti e tutti lo salutano, conosce tutti e tutti lo conoscono e se per qualche motivo parliamo di lui per noi è sempre quello: Antonio dei Bagni Torino.

Maurizio Pupi Bracali

Nella foto i Bagni Torino negli anni sessanta visti dal mare. La seconda palazzina (bianca) a sinistra è quella dove abitava Antonio. Foto gentilmente concessa da Jose Ascoli-Archivio Associazione OK Ceriale.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…