Berriolo-De Leo rilanciano Ratatuja 2.0 portando una sfida a colpi di zuppa di ceci ad Albenga

Il binomio Sandra Berriolo-Claudio De Leo è esplosivo. Con la loro Ratatuja, diventata 2.0, vogliono animare il gusto albenganese. Poteva sfuggire questo fatto a liguriaedintorni.it? Certo che no, così abbiamo chiesto ai due di raccontarci la prima serata dedicata alle zuppe liguri (e non solo) che animeranno l’inverno del 2017/2018. Si comincia mercoledì 8 novembre con due zuppe dedicate ai ceci. Ecco il loro racconto.                                                

La tradizione la respiri subito. Il locale, l’Osteria fino alla Lisca, ha colori caldi ma luminosi, ricco di note legnose rilassanti ed evocative. Anche il gestore e chef Nicola Lavagna, è tradizionale: giovane ma non troppo, serio ma non serioso, ligure nello sguardo e nell’attenzione apparentemente distaccata. Il profumo annuncia un tentativo di confusione, che non si rivelerà reale. Sarà ben chiaro dopo la nostra scelta. La zuppa di ceci è la “prima volta” di Ratatuja 2.0 per quel che riguarda il rigoroso rispetto delle ricette tradizionali. Dopo l’ospitalità negli anni scorsi data a chef di importanza nazionale, con le loro versioni moderne di piatti contenenti prodotti tipici, ecco un esperimento: proporre la “solita zuppa”. La quale ormai si sta dimenticando a causa della fretta quotidiana e dell’oblio dell’impegno e del tempo impiegato dalle nostre ave per portare in tavola un piatto, spesso unico, per tutta la famiglia.                   

Dopo uno sfizioso antipasto eccoci al momento cruciale: scegliere tra una zuppa di ceci classica della Liguria di Levante, ricca di rosmarino e succulenta pancetta, ed una zuppa di ceci che contiene cozze ed il loro umore salino. Quasi tutti non si accontentano della prima scelta, quella dettata dall’istinto del momento, e vogliono provare anche la seconda.

Alla fine un posticino per il dolce, nel pancino satollo, lo si trova sempre. Viene infatti proposta la “torta mescolata” della nonna, quella delle Feste di tanti anni fa, quella semplice ma solo per chi la sa amalgamare e dosare di lievito grazie all’esperienza di anni.

I vini, volutamente non compresi nel prezzo iniziale, si possono scegliere dalla carta del locale per dare il tocco personale alla cena. 
P.S. Il prezzo della cena, vino escluso, è di 15 euro.

 

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…