A Camogli Serra e Zucconi leggono le poesie di Caproni

Al Teatro Sociale di Camogli venerdì 16 febbraio alle 20.30 Michele Serra e Giovanna Zucconi leggono Giorgio Caproni in “Tu che ai valzer di un tempo”, con il gruppo musicale Enerbia. Biglietti: intero €22 – ridotto €15, a cura di GPM Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso.

 

Diciotto poesie trebbiensi di Giorgio Caproni ripercorrono il tragitto umano e intellettuale di questo grande lirico del Novecento, attraversando insieme a lui momenti tragici della storia italiana e passaggi cruciali della cultura contemporanea. Il recital le commenta e le incornicia con musiche a ballo tradizionali del territorio montano a cavallo tra le “Quattro Province” (Alessandria, Pavia, Piacenza, Genova), quelle che certamente facevano da colonna sonora a “Ballo a Fontanigorda”, una delle prime raccolte caproniane, col timbro inconfondibile del piffero accompagnato dalla fisarmonica e concertante col violino: un repertorio di danze corali o di coppia, più antiche (piana, giga, monferrina, alessandrina) o più recenti (valzer), che serba una specifica identità geografica così sul piano musicale come su quello coreutico. Le danze si alternano a canti della medesima area, a rielaborazioni originali del repertorio tradizionale, a invenzioni strumentali ispirate dal paesaggio sonoro della val Trebbia, così da raggiungere i versi di Caproni anche nella loro specie più dissonante, quella delle tarde prosopopee e dei melodrammi allegorici.Enerbia, uno dei maggiori gruppi italiani attivi nel campo della musica tradizionale ed antica, unisce musicisti uniti dalla passione per la struggente bellezza di questo repertorio appenninico. Essi lo frequentano da decenni e lo militano nelle più remote feste montane come nelle ribalte concertistiche puntando a restituirne la poesia «fine e popolare»: memoria e ricerca, stilemi dialettali e sensibilità colta si tendono reciprocamente in vista di un difficile equilibrio, appunto debitore di quello invocato da Giorgio Caproni nei miracolosi Versi livornesi.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...