Campo Ligure, un paese in filigrana

Campo Ligure si trova sulle sponde del torrente Stura e parte del territorio è compreso ad ovest nei confini del Parco naturale regionale del Beigua, mentre ad est confina con il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo nell’alessandrino. Ma Campo Ligure, di origine romana, non è famosa per il suo bel centro storico e le sue attrazioni naturalistiche. La sua fama la deve ad una preziosa eccellenza artigianale, la filigrana, a cui il comune ha dedicato un museo, grazie anche a Pietro Carlo Bosio che, donò la sua ricca collezione di antichi gioielli in filigrana alla Comune.

Nell’arte dell’oreficeria la filigrana indica leggeri e finissimi lavori che imitano l’arabesco, composti con sottilissimi fili d’oro o d’argento, che presentano un’infinità di oggetti sotto diverse forme. Con questa tecnica orafa vennero delle più antiche civiltà medio orientali. I canali moda e di costume… la storia insomma influì sulla diffusione e l’evoluzione tecnica della filigrana da principio nell’area mediterranea ed in oriente fino a divenire patrimonio del continente asiatico, europeo, africano e dell’america latina, con caratteristiche proprie delle varie scuole. In Italia è già presente nell’oreficeria etrusca con stupende opere in granuli. Nell’oreficeria romana imperiale troviamo i primi gioielli ottenuti esclusivamente in filigrana a giorno, con l’esclusione della lamina di base. Le civiltà barbariche ed il gusto bizantino produssero nuovi capolavori, intorno al 1200, con il ritorno dei crociati la filigrana approdò in Genova ed in Venezia (opus veneticum).

Fu in Liguria che migliaia di famiglie si impegnarono nella produzione di filigrana tra la fine del ‘700 e l’inizio dell ‘800, ed i Genovesi erano celeberrimi in questo ramo dell’artigianato. Altri centri di lavorazione della filigrana in Italia furono Torino, la Val Sesia, Firenze, Cortina d’Ampezzo, Pescocostanzo, Scanno, Roma, Napoli, la Sardegna. Nel 1884, un maestro, Antonio Oliveri, aprí in proprio una bottega per la lavorazione della filigrana nella natia Campo Ligure. Il suo esempio fu seguito da altri artigiani e ben presto i laboratori raggiunsero la consistenza di ben 33. Da tempo ormai in Italia solo gli artigiani di Campo Ligure possono degnamente qualificarsi come gli unici eredi di coloro che in tempi lontani avevano variamente contribuito a migliorare ed evolvere quest’arte che si è fermata in Liguria. Ancora oggi, cosí, nel suo laboratorio, un artigiano con “bruscelle” (pinze di varie misure) un cannello per saldare i fili d’argento, sulla sua piastrella, reinventa e crea i suoi ricami in argento: i gioielli in filigrana.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…