C’era una svolta, vent’anni con il premio letterario del liceo di Albenga

“Vent’anni fa nel nostro liceo, il Giordano Bruno, ex Giovanni Pascoli, nasceva il premio letterario C’era una Svolta. Oggi è una realtà consolidata a cui partecipano più di 2.000 studenti da tutta Italia”: così gli ex studenti raccontano un concorso letterario unico, diventato un libro che sabato 25 marzo, alle 10, al San Carlo di Albenga, verrà presentato assieme al vincitore del concorso edizione 2017. Il concorso letterario del liceo albenganese è particolare. Un affermato autore propone un incipit, sulla base del quale i partecipanti scrivono un racconto. In passato hanno aderito scrittori quali Nico Orengo, Umberto Eco, Gianrico Carofiglio, Andrea de Carlo, Simonetta Agnello Hornby, l’ex liceale Cristina Rava e, quest’anno, Melania Mazzucco (presente sabato mattina ad Albenga). 
L’IDEATORE


Poteva sembrare un azzardo, venti anni fa, progettare un premio di narrativa in ambito scolastico: ne ero consapevole, ma valeva la pena di provarci, per consentire ai miei allievi di vivere un’esperienza che per me, studente liceale, era stata solo una vaga aspirazione mai realizzata.
Nasce così il premio letterario “C’era una Svolta” che, dopo un avvio, nel 1998, limitato all’ambito locale del Liceo “Giordano Bruno”, nel volgere di pochi anni assumerà carattere nazionale, coinvolgendo numerosi Istituti superiori e migliaia di alunni di ogni regione d’Italia, fino a ospitare anche concorrenti provenienti da scuole italiane all’estero e studenti che inviano i loro racconti da Parigi e da Mosca. A coronamento di un percorso così lusinghiero, il Concorso ha infine ottenuto negli ultimi anni, unico fra gli Istituti secondari della Liguria, la qualifica di Eccellenza dal Ministero della Pubblica Istruzione. Perché i lettori di questa raccolta possano comprendere la struttura particolare dei racconti qui pubblicati, è necessario che venga esplicitato l’intento e il meccanismo di svolgimento del Premio.
L’idea ispiratrice è in primo luogo quella di stimolare negli studenti l’interesse per la lettura e quindi di incoraggiarne la creatività; questo si realizza facendo loro leggere e completare l’incipit del racconto di uno scrittore che durante la Premiazione essi poi incontrano personalmente. Nel corso degli anni hanno scritto per noi alcuni fra i più importanti scrittori italiani: Nico Orengo, Lorenzo Mondo, Ernesto Franco, Ernesto Ferrero, Andrea De Carlo, Sebastiano Vassalli, Margherita Oggero, Enrico Remmert, Giuseppe Conte, Bruno Morchio, Gianrico Carofiglio, Andrea Bajani, Simonetta Agnello Hornby, Umberto Eco, Michela Murgia, Cristina Rava, Paola Mastrocola, Paolo Giordano, Melania Mazzucco, con i quali gli alunni del Liceo Giordano Bruno partecipanti al Premio e tutti i finalisti residenti in Italia e all’estero si sono direttamente confrontati.
Dunque ogni anno un narratore italiano scrive l’incipit di un racconto che viene poi sviluppato e completato dagli studenti delle varie scuole superiori aderenti al Concorso. La dinamica del Premio prevede che, dopo
due diverse selezioni, operate da una giuria interna e da una esterna, i cinque elaborati migliori ritornino allo scrittore stesso, che li esamina, sceglie il vincitore e viene a premiarlo a Albenga. Durante la premiazione, che si è sempre realizzata come una piacevole occasione di incontro, gli scrittori hanno dialogato con i giovani aspiranti narratori, leggendone con interesse i testi e motivando con giudizi critici le proprie scelte, in un significativo rovesciamento dei ruoli fra scrittore-lettore e studenti-scrittori. Così, attraverso questo percorso, si realizza il nostro intento di spingere i giovani a cogliere il potere fantastico della lettura e di favorirne la potenza immaginativa e creativa.
Il concorso, inoltre, ha rappresentato per migliaia di studenti un’esperienza in cui si sono sentiti veramente protagonisti, un’occasione di confronto con tanti coetanei e con importanti scrittori, un’opportunità di crescita e anche, io spero, di… “svolta”. È stata fino ad oggi una bella avventura, portata avanti, comunque, tra tante difficoltà e resa possibile, ogni volta, dal lavoro intelligente di molte persone; i risultati, però, sono stati davvero importanti, sotto il profilo della qualità e della partecipazione


Si possono citare, al riguardo, le parole di Umberto Eco, il quale, dopo la sua partecipazione al Premio, pubblicò sulla “Bustina di Minerva”, la rubrica settimanale che teneva sull’Espresso, un articolo in cui, fra le altre cose, scriveva
“..Nella scuola pubblica si alternano episodi poco edificanti e grandi risultati, come ho verificato di persona nel concorso “C’era una svolta” istituito dal Liceo Statale Giordano Bruno di Albenga. E’ certo che i cinque racconti finalisti che ho dovuto giudicare mi hanno lasciato perplesso, con la tentazione di tirare a sorte, perché tutti erano esempi di ottima letteratura. Voglio dire che erano estremamente maturi e molti scrittori professionisti non avrebbero esitato a firmarli col loro nome…. A me pare che si sia volato alto!”.

Umberto Eco pubblicò poi i cinque racconti finalisti sul numero della rivista da lui curata : “Alfabeta”.
Questo volume, che raccoglie gli incipit proposti dai venti scrittori, completato dal testo dei vincitori dei rispettivi anni, rappresenta la miglior testimonianza dell’ottimo livello letterario raggiunto. L’auspicio è che non rimanga volume unico, ma sia solo il primo di una serie nella quale, un giorno, speriamo di poter leggere il testo di un vecchio vincitore, ma questa volta in qualità di scrittore!

Nino Podestà, ex docente e ideatore del premio                                   

LA DIRIGENTE SCOLASTICA

Dal 1998, anno della prima edizione del concorso letterario “C’era una svolta” ad oggi, 2017, anno in cui si celebra la ventesima edizione del concorso, molti presidi (o, se preferite, dirigenti scolastici) si sono succeduti alla guida del liceo Giordano Bruno e tutti hanno valorizzato e sostenuto un’iniziativa che è cresciuta coinvolgendo, di edizione in edizione, un numero sempre più ampio di giovani studenti e di scuole anche oltre i confini nazionali, e – negli ultimi due anni – anche oltre i confini europei.
Di tutti i dirigenti scolastici io sono l’ultima e a me tocca l’onore di celebrare il ventesimo anniversario. Approdata al Giordano Bruno nel settembre 2012 – subito dopo la nomina a Dirigente Scolastico – anche se subito informata della necessità di avviare le procedure organizzative del premio, ammetto di aver impiegato molto più tempo prima di comprendere la portata dell’evento. Direi almeno otto mesi, quando nell’aprile 2013, nella giornata conclusiva della sedicesima edizione, mi sono trovata a fianco di un autore noto, di fronte a una platea di giovani promesse della scrittura, senza essermi resa pienamente conto del lavoro che mi aveva portato lì.
Otto mesi per capire! Otto mesi di lavoro di docenti, uffici di segreteria, dei componenti di una giuria esterna ed in parte anche di
studenti: l’individuazione dell’autore a cui chiedere l’incipit, i primi contatti, l’attesa di una risposta a volte negativa, la nuova ricerca, il tempo che scorre veloce, l’ansia di tutti che cresce…
E un giorno, finalmente, ecco la risposta positiva dell’autore pronto a collaborare e a regalarci un’idea narrativa; quindi possiamo procedere. Il comunicato alle scuole, la raccolta delle adesioni, il giorno della prova, la raccolta degli elaborati, il difficilissimo compito della giuria interna di docenti – che trovano la motivazione di scoprire insieme un piccolo tesoro di inedita letteratura- la selezione dei finalisti e del vincitore.
E mentre la giuria legge, la segreteria lavora su un livello parallelo: la ricerca delle famiglie disponibili ad ospitare gli studenti finalisti che arrivano da lontano, la sistemazione alberghiera dei docenti accompagnatori, la scelta dei premi, l’organizzazione della serata con l’autore ed infine della giornata della premiazione.
Bisogna vivere almeno una edizione di questo concorso per respirarne l’atmosfera. Per capirne il valore profondo – la scuola, l’istruzione, la cultura – , la fatica, e la scanzonata leggerezza. Per me, quest’anno è il quinto. Cinque edizioni bellissime, tutte uguali e tutte diverse e allora, anche quest’anno, vinca il migliore!


Simonetta Barile Dirigente Scolastica Liceo Giordano Bruno

LA REFERENTE
Le idee nascono grazie ad altre idee, così da una fonte iniziale può scaturire un torrente di pensieri che spesso si dirama in tante direzioni: e questo è il premio C’era una svolta. Un incipit non risolto che dà origine a un atto creativo, cosa che non sempre la scuola italiana offre. Stimolare le idee insegna a non accontentarsi di ciò che il nostro mondo propone, significa radicarsi in lui per superarlo ed andare oltre e questo è indubbiamente la base del progresso e del cammino della civiltà; il nostro premio non è altro che un passo utile a stimolare questo meccanismo nei suoi concorrenti.

 

Da anni riceviamo centinaia di racconti di diverso valore, ma in tutti sicuramente c’è in comune la voglia di provare a trovare una soluzione all’incipit proposto per risolvere problemi e perché nelle mente umana è presente l’innegabile istinto a creare. Soffermarsi un attimo e inventare storie, in cui si rispecchiano vita, paure, desideri, dove, magari per una sola immagine, ritroviamo noi stessi o chi ci sta vicino, aiuta a conoscere sé e gli altri. Ma un altro elemento comune a tutti i partecipanti è il mettersi in gioco: confrontarsi con i propri compagni, i compagni di altre realtà e con se stessi, capire fino a dove possano spingersi la propria fantasia ed inventiva. I racconti che troverete in questo volume hanno avuto una possibilità in più: si sono confrontati con un autore conosciuto e stimato della narrativa contemporanea. In questo modo è accaduto qualcosa di miracoloso: il Maestro, autore dell’incipit, ha potuto conoscere il giovane studente. Se un giorno diventerà scrittore e noi potremo leggere i suoi racconti, forse sarà stato merito anche di questo concorso.

 Professoressa Alessandra Desalvo

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…