Cervo, un borgo che suona

 “Servo, nel senso di offro servizi in latino: il nome di Cervo deriva da qui, dallimbarbarimento del latino con il dialetto. Borgo medievale di grande suggestione fa parte da anni del Club dei Borghi più belli d’Italia. Dal punto di vista naturalistico meritano di essere viste le scogliere del Porteghetto e delle Ciappellette ma il meglio Cervo lo regala durante una passeggiata nel suo centro storico. Si parte da Salita Gramsci, attraversando la porta Marina della Montà, che fino alla fine del Settecento delimitava a sud le mura del Castello. Lungo la salita ci si imbatte nel Palazzo Morchio, sede municipale, appartenuto un tempo all’ammiraglio Tommaso Morchio. Arrivati nella parte pianeggiante si trova la grandiosa chiesa di San Giovanni Battista, stile barocco, detta dei “Corallini” perché costruita con le rimesse dei pescatori di corallo in Corsica e Sardegna. Ma in effetti tutta la comunità contribuì alla costruzione con denaro e mano d’opera. Ma il piazzale dei Corallini è famoso nel mondo anche per il “Festival internazionale di musica da camera di Cervo”, fondato nel 1964 da Sandor Vegh, violinista ungherese, che intuendo la potenzialità acustiche della centrale piazza dei Corallini, sovrastata dalla chiesa parrocchiale di San Giovanni con la facciata concava, diede avvio al festival che si svolge ogni anno in luglio e agosto con concerti serali all’aperto di musica classica e musicisti provenienti da tutto il mondo, tra cui negli anni, Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini, Nikita Magaloff, Martha Argerich, Aldo Ciccolini, Alexis Weissenberg, Jörg Demus, Jeffrey Swann, Paul Badura-Skoda, François-Joël Thiollier, Sandor Vegh, Yehudi Menuhin, Uto Ughi, Salvatore Accardo, Leonid Kogan, Severino Gazzelloni, Jean-Pierre Rampal, Stefano Bollani.

Dai Corallini si può salire lungo la gradinata di destra, raggiungendo il Castello dei Del Carretto di piazza Santa Caterina, datato XII secolo e oggi sede del Museo Etnografico. Da visitare l’Oratorio di Santa Caterina, un tipico esempio di edificio romanico a croce latina, e i numerosi palazzi padronali sparsi per i carruggi del borgo, tra cui il palazzo della Meridiana, della Merla, Palazzo Viale, De Simoni, Alassio e Arimondo.  Accanto alle bellezze stroiche il borgo offre una lunga ed interessante serie di negozi, botteghe artigianali, osterie che offrono piatti della tradizione ligure e vini tipici come il Vermentino o il Pigato. Lideale per un pranzo davanti al mare anche fuori stagione ma da valutare per una merenda pomeridiana. Buona visita

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…