Cupido abita in Liguria e cammina sulla Via dell’Amore

È famosa in tutto il mondo, vuoi perché l’amore non ha frontiere, vuoi perché attraversa le Cinque Terre ed è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco: è la Via dell’Amore, una manciata di chilometri a picco sul mare diventata attrazione turistica. Certo, il paesaggio che si gode di li è incredibile, suggestivo. Non si stenta a credere che Cupido abiti da quelle parti. Ma questo blog lancia una provocazione. La Liguria ha diversi percorsi di grande bellezza (penso alla via Iulia Augusta tra Albenga e Alassio ma anche alcuni sentieri alle Manie): perché non creare una serie di sentieri dell’amore che facciano dell’intera Liguria la casa di Cupido? Ed ora un po’ di storia della Via dell’Amore.

La Via dell’Amore è parte di un più lungo percorso, segnalato col numero 2 dalla sezione spezzina del CAI e conosciuto come sentiero azzurro, che attraversa l’intero territorio delle Cinque Terre da Riomaggiore a Monterosso. Questo sentiero, correndo a una trentina di metri sul livello del mare e collegando tutti e cinque i borghi, costituisce l’itinerario più frequentato da turisti e camminatori. Esso costituisce infatti una più comoda alternativa rispetto all’Alta Via delle Cinque Terre, l’antico sentiero di crinale, segnalato col numero 1, che congiunge Portovenere a Levanto e percorre il territorio delle Cinque Terre con un dislivello di circa 500 metri.

via_amore_2

La via dell’Amore, avendo le sembianze di un’ampia strada lastricata e dotata di ringhiera, costituisce senza dubbio il tratto più agevole del sentiero azzurro, il quale assume altrove le caratteristiche di una vera e propria mulattiera, difficoltosa a percorrersi senza calzature adeguate. Essendo inoltre letteralmente scavata nella scogliera a circa trenta metri dal mare, rappresenta il percorso più originale e interessante dal punto paesaggistico, nonché quello maggiormente conosciuto e frequentato dai turisti. Non a caso, nella bella stagione, in particolare da aprile a ottobre, risulta spesso affollata, al punto che per godere pienamente della sua bellezza è consigliabile percorrerla al mattino presto o verso il tramonto, quando le condizioni climatiche e di luce sono peraltro decisamente migliori.

La nascita della Via dell’Amore è dovuta a una circostanza occasionale: la realizzazione dell’ampliamento, avvenuto a partire dal 1920, della galleria ferroviaria della linea la Spezia-Genova che collega la stazione di Riomaggiore a quella di Manarola. Per mettere in sicurezza le due località, venne infatti costruita a metà strada una sorta di santabarbara in cui riporre il materiale esplosivo necessario per la realizzazione dei lavori. Per congiungere gli opposti cantieri al deposito di esplosivo fu necessario aprire nella roccia due piccoli sentieri.

via_amore_3

Fu solo qualche tempo dopo – terminati ormai i lavori del raddoppio ferroviario e rimosso il deposito di esplosivi – che tra gli abitanti delle due località cominciò a diffondersi l’idea di utilizzare quei due piccoli sentieri scavati nella roccia per congiungere Riomaggiore e Manarola. Fino ad allora, infatti, l’unica forma di collegamento tra i due borghi era stato il lungo e faticoso sentiero che attraversava la valle del Rio Finale e svalicava la Costa di Corniolo, al punto che i contatti tra le due comunità erano quasi inesistenti, come ben testimonia il fatto che vi si parlano due dialetti diversi della lingua ligure, differenti tanto sul piano lessicale, quanto su quello fonetico. Negli anni trenta l’amministrazione comunale diede così il via ai lavori e, grazie all’opera dei volontari e alla generosità dei cittadini che consentirono il passaggio nella loro proprietà, nacque la Via dell’Amore.

Dato che il sentiero divenne presto meta dei giovani innamorati, un anonimo decise di tracciare con la calce ai due capi della stradina la scritta Via dell’Amore. Vero è, tuttavia, che esisteva già nella toponomastica locale un nome simile: il sentiero che risale la valle del Rio Finale è conosciuto infatti nel dialetto locale come Viaeu de l’Amùu. In ogni caso, “Via dell’Amore” fu scelto come nome ufficiale della strada dall’amministrazione comunale di Riomaggiore, la quale promosse negli anni settanta l’installazione di una serie di panchine dedicate a eroi e divinità della mitologia greca e romana aventi a che fare con l’amore, nonché a poeti che l’amore hanno cantato.

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…