Da Imperia al Nobel passando da Genova e Torino: le storie parallele di Natta e Dulbecco

Imperia, Genova, Torino: due premi Nobel che hanno attraversato queste tre città per arrivare poi negli Stati Uniti e infine a Stoccolma a ritirare il prestigioso riconoscimento. È la storia di Giulio Natta (nella foto a sinistra, a destra Renato Dulbecco) e Renato Dulbecco, imperiesi di origine, cittadini del mondo e della scienza durante la loro crescita professionale ed umana.

natta

Cominciamo con Giulio Natta, Premio Nobel per la chimica nel 1963. Nacque a Porto Maurizio nel 1903 ed è morto a Bergamo nel 1979. La sua biografia lo vede giocare a Porto Maurizio prima che il fascismo lo unificasse con Oneglia e diplomarsi a 16 anni al liceo classico Cristoforo Colombo di Genova e poi laurearsi in ingegneria industriale al politecnico di Milano a soli 21 anni. Poi esperienza in Germania dove capì l’importanza e le potenzialità delle macro molecole e tornato a Milano cominciò lo studio sulla struttura dei polimeri. È in questo periodo che fu professore incaricato di chimica al politecnico di Milano poi successivamente, nel ’37 ricoprì la cattedra di chimica industriale al politecnico di Torino per poi tornare a Milano l’anno successivo e lasciare l’insegnamento nel ’73. Nel 1952 Natta riuscì a sintetizzare il polietilene lineare e un anno dopo riuscì a ottenere i primi campioni di polipropilene. La collaborazione con Karl Ziegler, sempre patrocinata dalla Montecatini, portò alla creazione di una laboratorio internazionale di studio che coinvolse molti studiosi internazionali e che culminò nella scoperta dei polimeri isotattici che furono registrati con il nome di Moplen conosciuto poi in tutto il mondo. Natta morì nel 1976. Ricevette durante la sua lunga carriera innumerevoli premi e riconoscimenti. Il 20 ottobre 2008 all’aula del laboratorio di chimica del liceo classico Colombo di Genova dove si diplomò gli è stato dedicato.

dulbecco

E adesso passiamo a Renato Dulbecco, il secondo Nobel imperiese. A lui il Nobel per la medicina gli fu consegnato nel 1975 per le sue ricerche compiute fra gli anni ’50 e ’70 all’università dell’Indiana e nel prestigioso California Institute of Technology di Pasadena lo portarono alla scoperta del meccanismo d’azione dei virus tumorali nelle cellule animali e per questa scoperta che stato insignito del Nobel. Dulbecco nacque casualmente a Catanzaro nel 1914. Il padre, che era di Imperia, era infatti un ingegnere ed era in Calabria per lavoro. Crebbe ad Imperia e nel ’30 si iscrisse alla facoltà di medicina dell’università di Torino dove conobbe fra l’altro Salvador Lauria e Rita Levi Montalcini, anche lei più tardi premio Nobel per la medicina per le sue ricerche. Dopo il servizio militare durante la guerra come medico militare nel ’43 si appassionò di politica ed entrò con il CLN a Torino diventando membro della giunta popolare guidata dal sindaco Roveda. Gran parte della sua vita professionale si è svolta negli Stati Uniti e negli ultimi anni della sua vita fu spesso in Italia dove era membro della Accademia dei Lincei e aveva ricevuto tante lauree honoris causa. Nel 1999, addirittura, ha presentato il Festival di Sanremo assieme a Fabio Fazio e Letitia Casta. È morto a La Jolla vicino a San Diego dove risiedeva da molti anni nel 2012, due giorni prima del suo 98º compleanno.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…