Da Laigueglia a Rimini per raccogliere le storie dei Bagni Marini

Dal 12 al 14 ottobre, a Rimini, si svolge la tradizionale fiera internazionale del turismo, con un occhio di riguardo anche per il settore “sole”, vale a dire bagni marini, campeggi, outdoor. Alla manifestazione partecipa anche la spiaggia Capo Mele di Laigueglia, salita da anni agli onori nazionali grazie all’iniziativa di far rifiorire il giglio di mare tra la sabbia, l’area destinata agli animali (con tanto di Bau Bar) e altre iniziative innovative. E ovviamente il patron Livio Lovisone non poteva andare a Rimini senza una novità, questa volta targata Fiori di Spiagge l’associazione nazionale no profit impegnata a ridare valore agli stabilimenti balneari, (che lo meritano) nel rispetto delle persone che ci lavorano, della storia, delle peculiarità, in armonia con ambiente, ecosistemi e territori grazie ai saperi e tradizioni locali di cui sono custodi. “Una versione di spiaggia sostenibile che racconta se stessa attraverso le proprie peculiarità e la propria storia, proponendosi come “Eccellenza del suo settore”. Queste spiagge di Nuova Generazione possono sviluppare modelli di sviluppo Made in Italy. Puntiamo sulla qualità e le peculiarità delle spiagge italiane per mettere in risalto i punti di forza di un settore unico al mondo che ha ispirato pittori, scrittori, registi, canzoni contribuendo a dare lo spessore di un’epoca che è stata ed è la ricchezza di una società e l’espressione di un popolo”, spiega Livio. Filosofia che, tradotta, significa cercare le 100 storie più belle e particolari riguardanti stabilimenti balneari e bagnini legati ai rispettivi territori. “Le 100 storie faranno parte di una pubblicazione sulla storia delle spiagge Italiane, perchè diversità è ricchezza. A tutti i partecipanti verrà riconosciuto un attestato di “Peculiarità del settore” per il prezioso contributo”, spiega ancora Lovisone. Un modo, soprattutto, per sottolineare come le spiagge italiane devono continuare ad essere tradizionali, non trasformate in “mordi e fuggi” da chi le vede solo come bene da sfruttare e non come delle peculiarità dei territori marinari.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…