Dall’Olanda all’Africa in Fiat 500 (quella vera) per arrivare a Garlenda

Dall’Olanda all’Africa occidentale ed infine a Garlenda dove sono arrivati sabato 22 luglio: questo il viaggio di Gregor Schreiber e Gijs Dekker, svoltosi a bordo di una Fiat 500 storica, quella “vera”. Partiti ad inizio maggio con una vettura attrezzata per l’occasione, dipinta di color sabbia e ribattezzata “Afriat 500”, avevano intenzione di raggiungere il Gambia, ma per difficoltà burocratiche sono riusciti ad arrivare solo (si fa per dire) in Mauritania, dopo aver affrontato il Marocco ed il Sahara. Un affascinante percorso tra deserto e montagne, durante il quale la piccola bicilindrica (una L del 1972) si è rivelata come sempre robusta ed affidabile; sono stati necessari alcuni interventi di meccanica, tra cui la sostituzione dei filtri di aria e benzina e quella più impegnativa del cambio, ma è tutto andato per il meglio. La coraggiosa utilitaria si è anche inerpicata sui monti Atlas, anche se a 2.500 metri di altitudine ha avuto bisogno di una spintarella, perché l’aria fine di quella quota le ha tolto un po’ di potenza.
Solo giovedì i ragazzi erano in Spagna, ma hanno voluto fare uno sforzo e percorrere le ultime centinaia di chilometri (ne hanno fatti 13.000 in totale) per essere a Garlenda, ormai riconosciuta come la capitale mondiale della 500.
Quello dei grandi viaggi compiuti a bordo del cinquino è stato uno dei temi chiave del 34° Meeting appena trascorso: tra gli equipaggi presenti c’erano Andrea e Luca Bonventre (protagonisti lo scorso anno di dell’avventura BeRevolution Torino-Tokyo), i coniugi australiani Lang e Bev Kidby (giro del mondo in 500 nel 2007) e Gianluca Fiorentini (che ha alle spalle varie imprese in solitaria in Africa, Est Europa e Medio Oriente).

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…