DrinkEat, un successo di gusto al Priamar raccontato da Jacopo Fanciulli

Jacopo Fanciulli, il nostro inviato nel vino e nei vini, traccia un bilancio di DrinkEat, la tre giorni savonese dedicata al gusto, ai vini, ai prodotti di eccellenza dell’Italia. Ovvio che la location del Priamar ha fatto la differenza rispetto ad altre manifestazioni del sapore e dei saperi…

Ecco il racconto di Jacopo:

DrinkEat 2017 ha chiuso domenica 7 maggio i battenti e la tre giorni di enogastronomia, organizzata sulla Fortezza del Priamar, si porta a casa un bilancio decisamente positivo, con la soddisfazione di organizzatori, collaboratori ed espositori.Grande è stata la grande affluenza di pubblico che, nonostante un piccolo calo il sabato a causa delle avverse condizioni meteo, ha partecipato attivamente e con interesse e curiosità alla manifestazione. Ottima anche la selezione dei vini presenti in fiera, ho avuto il piacere di degustare tanti dei prodotti in esposizione, molte conferme ed alcune “chicche” che mi hanno lasciato davvero a bocca aperta.



Gironzolando con il mio calice tra gli stand ho ritrovato alcuni vini, come lo Champagne di Emile Leclere, che già mi aveva stregato la scorsa edizione, un ottimo Carmenere del Chile ed un affascinante PInotage del Sud Africa. Tra i vini italiani ho apprezzato moltissimo la selezione presentata dalla guida Vini Buoni d’Italia, in particolare le bollicine ottenute per la maggior parte da vitigni autoctoni dello stivale. Con piacere ho apprezzato ancora una volta la qualità dei grandi valdostani di Anselmet e delle curiose novità di La Plantze, mi sono lasciato nuovamente stupire dal frutto e la piacevolezza dell’Ormeasco di Pornassio Scac-tra. Ho assaggiato un grande Primitivo di Manduria, la robustezza del Sagrantino di Montefalco, curiosa anche la sua versione passita, ma quello che mi ha stupito forse più di tutti è stato il Travicello delle Marche, un rarissimo blend a base di Verdicchio dal profumo intenso e dalla complessità intrigante.

Grande qualità anche nella Piazza del Maschio, dove birrifici artigianali e food sono stati i veri protagonisti. Ottimi gli hamburger, in particolare quello di baccalà, fresco e ben croccante il fritto, deliziose le piadine sfogliate. Il Birrificio Altavia di Sassello ha confermato la qualità delle sue birre agricole, frutto di un buon progetto di ragazzi giovani ed appassionati.


Successo anche per le degustazioni guidate, valore aggiunto a questo DrinkEat, dall’abbinamento ostriche e bollicine, ai salumi e rossi italiani, fino ad arrivare ai Wine Teller ad alla Blind Tasting. Queste iniziative hanno assecondato la curiosità del pubblico che ha aderito numeroso. Personalmente sono rimasto molto soddisfatto della mia degustazione alla cieca, in cui una sala gremita si è lasciata guidare nella degustazione a bottiglie coperte e occhi bendati.

Nonostante ci siano alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati, sia nella gestione dei buoni degustazione che nella selezione di prodotti e produttori, DrinkEat 2017 è stato un evento decisamente riuscito pur essendo soltanto alla seconda edizione.

Jacopo Fanciulli


About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…