Emys, la biscia con la scorza…

In dialetto è chiamata “bissa scursoa”, biscia con la scorza, per definire il carapace. Un tempo era la regina delle paludi albenganesi, oggi si cerca con molti sforzi di non iscriverla nel lungo elenco delle specie estinte. E’ la testuggine palustre albenganese, la Emys  orbicularis Ingauna. 

Scrive il sito specializzato HerpetoSavona.it: “Nell’albenganese, fino agli anni 60-70, Emys orbicularis vantava popolazioni costituite da numerosi individui. Ma la bonifica di zone umide, gli interventi sugli alvei dei corsi d’acqua, l’uso massiccio di pesticidi e diserbanti ed il continuo prelievo in natura attuato dall’uomo hanno condotto la specie ad un lento ed inesorabile declino, tanto da portare Andreotti (1994) a concludere che: “la ricerca condotta per la realizzazione dell’Atlante sembra dimostrare che la testuggine palustre sia virtualmente estinta in Liguria, anche se individui isolati potrebbero ancora trovarsi alla foce del fiume Centa. Invece, grazie ad un ritrovamento casuale di una femmina adulta avvenuto nel 1995, è fortunatamente iniziato (in provincia e in tutta la Liguria) un progetto di ricerca e di salvaguardia che, grazie alla collaborazione di diversi enti ed istituti, ha portato alla scoperta di diversi siti in cui sono ancora presenti esigue popolazioni. La presenza della specie si rileva da pochi metri sopra il livello del mare fino a 100 metri di altitudine”. 

Tra i principali enti che partecipano al progetto di salvaguardia, con sede a Leca d’Albenga, la Guardia forestale e l’Acquario di Genova. Sono tartarughe abitudinarie che vivono in colonie in maniera pacifica; le uniche aggressioni comunque non violente, tra esemplari di sesso maschile, possono riscontrarsi durante il periodo degli accoppiamenti. Non sono ottime nuotatrici ma sono comunque molto legate all’ambiente acquatico dove trascorrono molto tempo alla ricerca di cibo soprattutto nelle zone basse. Fanno basking in prossimità delle rive e difficilmente si allontanano dall’acqua se non in casi particolari legati all’accoppiamento ed alla deposizione, quando i maschi si sposta in cerca delle femmine per accoppiarsi e le femmine invece cercato un sito adatto alla nidificazione. Specie timida e piuttosto schiva al minimo rumore o presunto pericolo non esita a gettarsi in acqua nascondendosi. Principalmente carnivore si alimentano unicamente in acqua mangiando tutto ciò che riescono a trovare come pesci, girini, crostacei e insetti acquatici; saltuariamente possono cibarsi si cibano anche di vegetazione acquatica. Si cibano di pesci morti o ammalati poiché la scarsa abilità nel nuoto rende impossibile predare pesci vivi. 

 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…