Erbe e spiritualità all’Eremo del Deserto di Varazze

Domenica, giorno dedicato alla spiritualità. Oggi parliamo dell’eremo del Deserto a Varazze, un luogo di grande suggestione che, accanto al percorso di fede, custodisce un prezioso orto botanico con piante antiche e sapienze che si perdono nella notte dei tempi. 

L’eremo del Deserto di Varasze  risale alla metà del XVII secolo (fondazione tra il 1614 e il 1618) ed è dedicato a San Giuseppe. La struttura si sviluppa attorno al chiostro centrale rettangolare sul cui lato ovest si sviluppa il corpo di fabbrica a due piani che costituisce l’ingresso e la facciata esterna dell’eremo (con refettorio, cucina, etc.). Davanti ad esso si apre un piazzale da cui si accede alla strada di collegamento con Varazze e la frazione cogoletese di Sciarborasca.

Sui lati nord e sud del chiostro si sviluppano le dieci celle dei monaci (cinque per lato), ognuna dotata di orto. Sul lato est, infine, sorge la chiesa, aperta anche ai pellegrini, nella cui cripta è sepolto il cardinal Anastasio Alberto Ballestrero. L’eremo è circondato da diversi ettari di bosco di proprietà, chiusi da un muro alto circa 3 metri e lungo alcuni chilometri.

All’interno di quest’area si sviluppano un orto botanico (il “Percorso Botanico dell’Eremo del Deserto”, creato nel 1992dall’allora Comunità montana del Giovo, gestito direttamente dall’Ente Parco del Beigua[2]) e alcuni romitori isolati, esterni all’eremo, talvolta utilizzati dai monaci o da chi desiderasse un isolamento maggiore per alcuni giorni.

L’eremo è attualmente retto dall’Ordine dei Carmelitani Scalzi, rientrati nel sito religioso nel 1921, e funge da supporto soprattutto per i novizi provenienti dal santuario del Bambino Gesù di Praga di Arenzano.

L’istituto del Deserto era profondamente radicato nella mentalità dei primi Scalzi residenti sul suolo italiano, tanto che nella loro primissima legislazione composta nel 1599 dedicarono quattro capitoli alla vita nell’eremo, anche se, nel momento in cui le costituzioni videro la luce, esistevano in Italia solo due conventi maschili e la Congregazione non era ancora stata formalmente eretta. La possibilità della vita eremitica era contèmplata come momento di respiro in mezzo alle occupazioni dello studio o dell’apostolato.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…