Genova, a Palazzo Stella le Tracce interiori di Pietro Caridi

Si apre al pubblico sabato 14 gennaio alle 17, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “Tracce interiori” di Pietro Caridi a cura di Andrea Rossetti per Satura. La mostra resterà aperta fino al 28 gennaio 2017 con orario 15:00 – 19:00 dal martedì al sabato.Così la presentazione: “Anima da visionario, con questa gli uomini e le donne dell’informale hanno necessariamente dovuto fare i conti sin dalla loro prima comparsa sulla scena artistica; provando sia direttamente che incidentalmente a dare determinazione espressiva – una millantata fisionomia – ad affezioni sensoriali tra le più eterogenee, così come ad immagini scomposte e ricomposte secondo personalissime teorizzazioni mentali. L’informale ha un’esigenza specifica, pretende d’essere letteralmente calzato, richiedendo perciò all’artista un  irreprensibile physique du rôle per far si che tutti i suoi determinanti valori cromatici non si perdano nella pura esigenza decorativa. E invece migrino, Pietro Caridi docet, verso la convincente situazione narrativa di un Falò al tramonto dominato dallo scrosciante intrecciarsi di tracce pittoriche, stupende nel loro essere lì scaraventate senza troppi complimenti quanto nitidamente definite dal bianco al nero passando per il giallo, il viola, l’azzurro. Inflessioni cromatiche di punta espanse sullo sfondo prestante e inquieto del rosso vivace, principi costituenti di un’immagine ardente/sentimentale in cui Caridi ha incluso fino all’ultima briciola della propria umanità. 
Caridi c’è tutto nella sua visione informale che è un continuo muoversi a caldeggiare la funzionalità espressivo-introspettiva dello spettro tonale; un riporre piena fiducia sulla dinamicità accentratrice del movimento fisico, traccia che s’impone assecondando le variazioni di una complessa interiorità animatrice. Le pennellate, le incisioni, i filamenti cromatici quasi alla ricerca di un’estroflessione, ognuna di queste eventualità pittoriche è impegnata da Caridi nel sondare diversità strutturali, imponendo al puro colore strenue convergenze prospettiche. Alterando anche il nostro stesso punto di vista”.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…