Giachino e i The Cookers al Moncalieri jazz festival

Sabato 12 novembre alle 210 alle Fonderie Teatrali Limone di Via Pastrengo, 88 a Moncalieri prosegue il festival jazz con la serata dal titolo “Nuovi e vecchi talenti” Fabio Giachino (pianoforte solo) e i The Cookers: David Weiss (tromba), Eddie Henderson (tromba), Craig Handy (sax alto), Billy Harper (sax tenore), George Cables (pianoforte), Cecil McBee (contrabbasso), Billy Hart (batteria). Il biglietto è fissato a 15 euro. 

Classe 1986 Fabio Giachino è considerato uno dei maggiori talenti apparsi sulla scena musicale italiana degli ultimi anni. Nato ad Alba e trasferitosi successivamente a Torino, è stato insignito di importanti riconoscimenti in tutti i principali premi italiani ed europei a livello Internazionale e Nazionale. Vincitore come miglior pianista al “Premio Incroci Sonori” del Moncalieri Jazz 2008. L’album d’esordio “Introducing Myself” registrato in trio con la partecipazione speciale del sassofonista Rosario Giuliani e il secondo disco in trio “Jumble Up”, sono stati inseriti rispettivamente nei “100 Greatest Jazz Album 2012 e 2013” sempre secondo la rivista JAZZIT. Parallelamente agli studi accademici classici (conclusi con il diploma in Organo e la laurea di II Livello rispettivamente nel 2006 e nel 2009) ha studiato jazz seguendo lezioni private. Nel marzo 2012 ha terminato il biennio di Jazz presso il Conservatorio G. Verdi di Torino con F.Di Castri e D.Moroni. Nel 2011 vola a Detroit insieme ad Emanuele Cisi per uno scambio studendesco, tra il conservatorio di Torino (dipartimento di jazz) e la Wayne State University of Michigan, dove si è esibito con la big band dell’università ed i relativi professori. Nel 2009 e 2012 studia a New York privatamente con Fred Hersh e Hal Crook. Svolge un’intensa attività concertistica che lo ha visto esibirsi in tutta Italia, in vari Paesi d’Europa, in Canada e in America. In ambito jazzistico, ha collaborato tra gli altri con: Dave Liebman, Furio Di Castri, Emanuele Cisi, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Maurizio Giammarco, Marco Tamburini, Dino Piana, Gegè Telesforo, Aldo Mella, Aldo Zunino, Nicola Angelucci, Enzo Zirilli, Gilad Atzmon, Javier Girotto, Miroslav Vitous, Achille Succi, Davide Pastor, Benjamin Koppel, Mark Nightingale, Juan Carlos Calderin, Dusco Goycovitch, Diego Borotti, Paolo Porta, Massimo Manzi, Luca Begonia.
In ambito Pop e R&B, ha lavorato tra gli altri con: Roy Paci, Motel Connection, ENSI, Dj2P. 
 

Gli anni fulgenti dell’hard bop rivivono nelle infuocate esibizioni dei Cookers, una super band che racchiude un incredibile cast di veterani del mainstream moderno. Lo stile Blue Note (il nome del gruppo non per nulla deriva dal disco The Night of the Cookers di Freddie Hubbard) torna ad affascinarci con un rinnovato senso di modernità e virtuosismo, grazie all’eloquenza e alla continua sorpresa suscitata da Billy Harper, George Cables, Cecil McBee, Billy Hart e dai più giovani David Weiss e Donald Harrison. I Cookers sono nati da un’idea del trombettista David Weiss, che ha raccolto attorno a sé una serie di magistrali musicisti che sono arrivati sulla scena hard-bop nel pieno degli anni Sessanta per poi imporsi nel corso decennio successivo, periodo in cui la loro dedizione al mainstream li rendeva figure anomale in un ambiente jazzistico dominato dalla fusion e dal free. Ma la loro rivincita è venuta poi, visto che oggi è a loro che si guarda come depositari della più verace tradizione musicale afro-americana.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…