Giorgio Poggi, la Riviera sfida Rio con una vela

Sta per partire alla volta del Brasile ma, nonostante la meta esotica e la stagione, non sarà un viaggio di piacere. Giorgio Poggi, albenganese/cerialese, classe 1981, va a Rio per partecipare alle Olimpiadi come azzurro di vela in una classe, la Finn, considerata la regina delle regate. Per Giorgio, undicesimo a Pechino, non classificato per Londra, l’olimpiade di Rio ha il sapore della rivincita. Una rivincita pesante, però, visto che gli esperti di vela lo considerano tra i più accreditati per una medaglia. Il velista delle Fiamme Gialle, sposato con una collega, una bimba (e un secondo in arrtivo), dopo aver fallito la selezione per Londra ha cambiato mentalità e approccio alle regate. Nell’ultimo quadriennio è tornato ad esprimersi ad altissimi livelli, ha strappato un quinto posto ai Mondiali Finn di Gaeta, ma è soprattutto a livello mentale che sembra destinato a fare una ottima olimpiade: “Pechino è stata una grande esperienza. A Rio l’obiettivo è evitare di ripetere gli errori del passato e fare la regata perfetta. Non penso tanto ai numeri, quanto alla prestazione: voglio dare il 100%, la classifica verrà di conseguenza. L’importante stare calmi e fare le cose per bene”. 

Giorgio, nonostante i successi sportivi, è rimasto il ragazzo semplice, con i valori infusi dal papà Roberto, imprenditore agricolo cerialese, e la mamma Roberta. La passione per la vela è nata da giovanissimo, ma era combattuto tra barca e sci. «In estate c’era la vela, e in inverno lo sci. Poi ho visto che nello sci non ero così bravo e mi sono dedicato al mare. Anche mia moglie, Nathalie, è una velista, ma al momento è in attesa di nostro figlio che nascerà ai primi di settembre, e sarà il fratellino di Ginevra”, racconta. Scegliere la vela come professione è stato un fatto quasi naturale, a 19 anni, dopo la maturità scientifica al Giordano Bruno di Albenga. Nel 2001 fa parte della Nazionale di vela, l’anno dopo si arruola nella Guardia di finanza, Fiamme Gialle, gruppo sportivo ovviamente. I primi anni gareggia nella categoria Laser poi, dal 2005, sui Finn dove trionfa nel campionato italiano 2006 e per gli anni a venire. I circoli nautici di Albenga e Alassio lo vedono spesso ad allenarsi, nel solco di altri campioni del passato, dai Dotti ai fratelli Sommariva, da Agostini e Nattero ai Sibello.

Il Palmares di Giorgio Poggi è ricchissimo ma la medaglia più bella, secondo me, è la sua definizione di velista: “Il velista vive alla giornata, il mio datore di lavoro è il vento e non è possibile fare tanti programmi. La vela mi ha insegnato il valore della pazienza”. Una frase del genere definisce la differenza da chi vive la vela come semplice agonismo e chi la vive come amore per il mare.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…