Gli antichi Statuti sono tornati a Onzo. In fotografia (per il momento)

Gli antichi Statuti di Onzo sono tornati a casa. “Spariti” poco prima della guerra, ritrovati in maniera rocambolesca dai carabinieri in una casa privata qualche mese fa. In effetti, quelli presentati questa mattina, domenica 3 settembre nella sala polivalente del Comune di Onzo, non è propriamente il manoscritto membranaceo del XVI secolo con legatura in piatti di legno e cuoio riportante lo Statuto del Comune di Onzo con datazione 16 settembre 1580 – 4 settembre 1581, ma solamente le fotografie delle pagine (leggibili) fatte dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio. “E’ comunque un evento importante, per la prima volta molti noi hanno la possibilità di vedere gli Statuti che per due secoli hanno regolato la vita della nostra comunità. Una comunità che si era rivoltata al tiranno e aveva comperato la propria libertà”, ha detto il sindaco Alessandro Bottello davanti ad una trentina di persone. Dopo le parole del sindaco una breve introduzione per sottolineare come gli Statuti, ma anche il dipinto riscoperto della Madonna del Latte in una cappella che, sino a pochi mesi fa era nascosta dai rovi, i quadri custoditi nelle chiese e nelle cappelle del borgo e il fascino di Castellermo, possano diventare volano per un turismo di nicchia che, nelle intenzioni, dovrebbe coinvolgere tutti i borghi della Valle Arroscia savonese. Poi un filmato, suggestivo, su Statuti e beni artistici, curato da Giuliano Arnaldi, anima di TribaleGlobale. Il tutto per festeggiare il compleanno della Repubblica di Onzo che, non casualmente, cade domani, 4 settembre.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…