I biscotti “inzupposi” che risalgono al Medioevo

Un Banderas improbabile mugnaio, in queste settimane, sta promuovendo i biscotti “inzupposi” ignorando che in Liguria, e nel vicino Piemonte, i biscotti “inzupposi” risalgono addirittura al Medioevo. In Liguria si chiamano biscotti del Lagaccio, in Piemonte della Salute. Differiscono per pochi elementi ma abbastanza per dare gusti diversi. Ecco cosa scrivono dei due biscotti i curatori di Wikipedia. 


I Biscotti del Lagaccio sono biscotti originari del quartiere del Lagaccio, a Genova.

Questo tipo di biscotto veniva un tempo chiamato, soprattutto nell’ovadese, anche biscotto della salute (in genovese bescheutti da salûte). In realtà, si tratta due prodotti distinti provenienti dalla medesima, antica tradizione ligure e del basso Piemonte. Mentre un tempo la principale differenza fra i due era la presenza fra gli ingredienti del Lagaccio di liquore o essenza di anice, nel corso del XX secolo i due prodotti si sono sempre più differenziati a livello merceologico e commerciale. Il Biscotto del Lagaccio si è affermato come prodotto di nicchia, più simile alla “pasticceria secca”, grazie all’attività sia di produttori artigianali che di piccole aziende locali. Il Biscotto della Salute (o Biscotto Salute, nella denominazione commerciale) ha visto svilupparsi dai primi del Novecento una importante produzione industriale, con buone fortune commerciali, identificandosi, diversamente dal Lagaccio, più come fetta biscottata dolce, da prima colazione, che non come prodotto di pasticceria. Nacquero nel 1593 nel quartiere del Lagaccio, a Genova, nei pressi del bacino artificiale omonimo voluto da Andrea Doria, colmato negli anni sessanta, dove all’epoca un forno incominciò a produrre questo tipo di biscotti.

All’origine erano semplici fette di pane biscottate che servivano per la conservazione in barca. È molto adatto per le prime colazioni o per spuntini. Tuttora è prodotto da alcune industrie dolciarie intorno a Genova e, in generale, in Liguria e a Ovada e Voltaggio, nel basso Piemonte.

 

Biscotto della salute

Si tratta di una fetta biscottata di caratteristiche intermedie tra quelle del biscotto (più ricco a livello nutrizionale) e la fetta biscottata, più leggera. Presenta delle affinità col Biscotti del Lagaccio, trovando le sue origini nelle antiche ricette genovesi sin dal XVI secolo. I marinai avevano la necessità di consumare alimenti nutrienti e conservabili, anche nelle cattive condizioni delle stive delle navi. Così già nell’antichità si svilupparono biscotti secchi (galletta) e prodotti biscottati. La fetta biscottata, grazie al processo di tostatura, ha un tasso di umidità assai basso (circa il 3%) che evitando la formazione di muffe dà al prodotto una lunga durabilità. Il suo processo produttivo è per alcuni aspetti affine a quello del panettone e si caratterizza per la lenta lievitazione naturale e la stagionatura dei “pani” precedente il taglio delle fette e la loro tostatura. Così facendo si ottiene il naturale sviluppo delle fragranze tipiche di questo antico prodotto. La tecnica di cuocere pani, di affettarli e tostarli è stata ovviamente declinata nel tempo in modi diversi. Sono nati così prodotti ricchi e nutrienti fra i cui ingredienti troviamo il burro, il miele, il latte e, nei Biscotti del Lagaccio anche il liquore all’anice. Va ricordato che il termine “salute” sino a tempi molto recenti era associato non già alla dieteticità e povertà calorica degli alimenti, ma alla loro ricchezza.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…