I fossili del Rio Torsero a Ceriale in mostra al museo Lai

Che la Liguria sia una terra antica lo si sapeva, sia per la presenza umana ai Balzi Rossi, vicino a Ventimiglia, alle grotte di Toirano e alle Manie, ma accanto alla presenza dell’uomo la Liguria è molto antica anche dal punto di vista geologico. La testimonianza più suggestiva e clamorosa è forse a Ceriale, nella valle Iba, nel greto del Rio Torsero.
Qui, infatti, custodite da argille vecchie milioni di anni, ci sono conchiglie, scheletri di pesci e molto altro, tutte tracce di quello che una volta era la presenza del mare. La zona fa parte dell’area protetta ed è una una vera e propria cassaforte dove vengono nascosti tesori di incredibile pregio storico. Gran parte di questo patrimonio è custodito nel museo Silvio Lai nella frazione di Peagna, un museo tematico decentrato che permette la conservazione di molti fossili raccolti in quest’area naturale e soprattutto permette il loro studio e la divulgazione attraverso iniziative dedicate alle scuole e ai giovani. Nel museo infatti è stato allestito un vero e proprio laboratorio per analizzare i campioni raccolti nei giacimenti del Torsero. I campioni vengono preparati, puliti, classificati e poi catalogati. Nel laboratorio c’è anche un moderno microscopico ottico per le analisi delle sezioni sottili con tanto di telecamera a circuito chiuso incorporata che può trasmettere l’immagine ad un monitor per osservarle ingrandirle. Gli organismi ritrovati sono soprattutto molluschi che vivevano nell’oceano ligure piemontese fra 5 e 1,8 milioni di anni fa. La visita al museo Silvio Lai comincia dall’armadio paleontologico dove in pratica il visitatore può seguire a vari livelli differenziati un percorso aprendo ante e cassetti che compongono la struttura.
In questo modo c’è l’invito a scoprire il mondo dei fossili e in particolare quelli del Pliocene Inferiore del Rio Torsero, poi informazioni sui concetti base della paleontologia, sui processi di fossilizzazione, su tutta l’area della riserva naturale del Torsero poi alcune tavole propongono la ricostruzione dei fondali marini. Una serie di box inseriti nel pavimento mostrano delle rocce fossili dell’era cenozoica che provengono da alcuni siti dell’intera Liguria. La visita al museo si conclude con la chiocciola, una saletta a forma di conchiglia con un allestimento che ripercorre lo scorrere del tempo geologico della terra ed epoca dopo epoca fa vedere i fossili esposti. Nel museo c’è una sala conferenze, un laboratorio ed una biblioteca. Nell’area esterna c’è inoltre un piccolo giardino botanico che descrive l’evoluzione della flora dal paleozoico ai giorni nostri.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…